La Reggina ha chiuso il 2017 vincendo un derby con il Catanzaro.  D’accordo, non sarà il più sentito tra i derby ma resta comunque un’impresa.

Un successo ottenuto contro una squadra che è attrezzata per fare ben altro campionato rispetto a quello degli amaranto.

Non se lo ricorda nessuno.  Potere di venti di giorni di gennaio che hanno fatto notizia per i soliti veleni che sembrano attorniare l’universo Reggina, per un mercato che sta rivoltando come un calzino quella stessa squadra che aveva raggiunto il successo al Ceravolo e che prima aveva fatto infuriare tutti per due mesi da incubo.

Domenica (ore 16.30) la squadra di Maurizi (a proposito quale? Dato che ci sarà una formazione da inventare visti gli sviluppi) si gioca una gara di fondamentale importanza contro la Paganese.

Non ingannino le difficoltà economiche e tecniche dei campani: la gara assomiglia maledettamente a quella con l’Akragas e la Reggina ha fatto una brutta fine.

Gli amaranto devono evitare gli ultimi quattro posti che sono sinonimo di play out.

Attualmente hanno due punti in più rispetto alla Sicula Leonzio che, però, ha una gara in meno e si annuncia come una società protagonista nel mercato in corso.

Un punto sotto i siciliani c’è la Fidelis Andria e a quota 16, al penultimo posto e a -5 dagli amaranto, c’ proprio la Paganese.

Se alla Reggina dovesse scivolare il piede ancora al Granillo la situazione rischierebbe di farsi assai complicata.

E il caos del mercato rivoluzionario non aiuterà fino a fine gennaio.