Quello tra Simone Giacchetta e la Reggina è un binomio indissolubile.  Jack è uno degli storici capitani della Reggina, nonché il primo a guidare la squadra nello storico esordio in massima serie.

Da attaccante a difensore, dal rischio di sprofondare in Serie C all’Olimpo del Calcio.    Da maledetto a idolo.  Passi lunghissimi e tanti anni insieme.

E’ andata un po’ peggio da direttore sportivo amaranto, dove si è guadagnato diverse antipatie.  Troppi cori di dissenso nei confronti del suo operato, per poi scoprire che quella Reggina andava dritto verso l’oblio ed il fallimento, al punto che anche le scelte tecniche erano difficili.

Dopo il divorzio l’approdo all’Albinoleffe.  Il club seriano, per i quali gli anni di B sono solo un ricordo, era reduce una doppia retrocessione in Serie D, rimediata con altrettanti ripescaggi.

I bergamaschi giocano nel Girone B, forse quello più competitivo della Serie C in fatto di possibilità d’investimento delle contendenti.

L’anno scorso è arrivato un decimo posto che è valso la qualificazione ai play off, quest’anno c’è una nona piazza che sembra suggerire una conferma dei livelli raggiunti.

Una ricostruzione in piena regola che tra  i protagonisti principali ha proprio i calciatori scelti dal direttore dell’area tecnica.

Il riscatto di Simone Giacchetta è ormai compiuto.