Gianluca Virzì, procuratore e talent scout siciliano, parla ai microfoni di footballscout24.it di giovani prospetti di grande interesse e tra questi figura il ventenne centrocampista della Reggina Roberto Marino:

“Con Marino si è raggiunto l’obiettivo che ogni ragazzo ha quando comincia il proprio percorso in una società professionistica, ovvero un contratto da professionista. Ad oggi credo sia uno dei pochissimi classe ’98 in Serie C ad aver giocato tutte le partite, eccezion fatta per quella contro la Paganese. Al di là del minutaggio, è il numero delle presenze che la dice lunga su quello che sta facendo questo ragazzo.

Sono orgoglioso di lui perché la sua è una storia definibile tortuosa, in quanto dopo essere uscito con tante difficoltà dalla Primavera del Catania ha deciso di rimettersi in gioco in Serie D, e per questo ho ricevuto le critiche di molte persone che mi hanno a suo tempo accusato di aver rovinato un talento. Questa scelta gli ha invece permesso di maturare, di crescere, nostro vero obiettivo, ed è riuscito inoltre a vincere un campionato con la Sicula Leonzio. Adesso ha coronato il suo sogno, quello di firmare un contratto da professionista ed entrare nel calcio che conta, e tutto ciò sono doppiamente felice sia avvenuto in una grande piazza ed in una società che sta dimostrando di credere nei giovani, che fa i fatti invece delle chiacchiere.

Quello con Marino è un rapporto che va oltre l’aspetto calcistico, in quanto tra di noi si è instaurata sin da subito una connessione mentale. Roberto era abituato a giocare in Primavera con il Catania e, dopo aver fatto anche un ritiro con la prima squadra, si è ritrovato catapultato in una realtà completamente diversa come la Serie D. Serviva fiducia, bisognava credere in ciò che stavamo facendo, ed è bastato un incontro durato una mattinata con il padre del ragazzo e lo stesso Roberto per capire ciò. Abbiamo analizzato le prospettive, le possibilità ma anche le insidie di questo percorso. Non potevo garantire nulla, tranne la certezza che se il giocatore avesse mantenuto un tenore di vita regolare, senza perdersi, sarebbero arrivate soddisfazioni.

Marino ha mostrato grande maturità e grande fame, cose non comuni alla sua età. Ha inoltre capito che servivano sacrifici e gavetta, che bisognava tornare a calcare i campi dilettantistici ma questa volta tra i grandi, per fare in modo che si avverasse quello che gli dissi tre anni fa, ovvero che sarebbe potuto diventare un grande calciatore. Posso dire che vi è già qualche compagine che si è affacciata in casa Reggina per seguire il ragazzo. Precisamente due società. Quando una squadra come la Reggina, conosciuta per aver sempre lanciato giovani di qualità, punta su un ragazzo che si è fatto le ossa in Serie D, le attenzioni aumentano.

Ci capiamo con uno sguardo, la fiducia è talmente grande che c’è totale accordo su ogni cosa. Marino ha grandi possibilità, lo ripeto, dipenderà adesso dalla fame che avrà, dalla volontà di combattere e di sacrificarsi. A quest’età i sacrifici devono essere quintuplicati, e lui lo sa. Un suo grande pregio è che alla fine di ogni partita, quando ci sentiamo, non tesse mai le lodi delle sue prestazioni, anzi è molto autocritico. Ho tentato di inculcargli questo anni fa, e adesso alle volte gli dico che forse esagera, ma lui vuole sempre migliorare, non si accontenta mai”.