Dodici punti in classifica, una posizione in graduatoria relativamente tranquilla, la voglia di migliorarsi ancora per rendere il campionato della Reggina ancora più interessante. Ospite della trasmissione Fuorigioco, parla di questo e di altro il tecnico amaranto Agenore Maurizi: “Le vittorie danno morale e la possibilità di programmare con più serenità, anche se per il mio modo di vivere ritengo che ogni cosa ha un inizio ed una fine e bisogna subito pensare a quello che verrà dopo. Per esempio al Monopoli che è una squadra difficile da affrontare e con un’ottima organizzazione difensiva. Guardando la classifica mi piace essere sul lato sinistro non a livello personale ma per la gioia dei nostri tifosi. La cosa certa è che l’equilibrio deve regnare sovrano per consentire ad una squadra giovane di non abbattersi quando si perde e non esaltarsi nel momento in cui si vince.

I due falli subiti da De Francesco prima con il Catanzaro e poi quello con l’Andria sono brutti perché entrambi da dietro. Possono sfuggire agli occhi dell’arbitro e purtroppo non possiamo farci nulla.

Non ho fatto alcuna pretattica su over ed under, se l’Andria non ha disputato la solita gara così come ha detto Loseto, ci sono dei meriti da parte nostra. Non farei questioni particolari sull’utilizzazione degli under e degli over, anche perché i nostri over sono comunque molto giovani. Le scelte vengono fatte in base a quello che vedo in settimana ed alle caratteristiche degli avversari.

Tulissi mancava alla Reggina dalla terza partita. E’ molto bravo tecnicamente, tosto, lavora molto ed in silenzio, può ricoprire diversi ruoli sul fronte offensivo. Di Livio è un giocatore che nasce con un attacco a tre, poi nella Primavera della Roma è stato schierato dietro le punte. Salta l’uomo con molta facilità, muscolare e con forza anche se a guardarlo non si direbbe. E’ un ragazzo che ha molta voglia ed il grande desiderio di tornare in campo.

Porcino per quello che mi riguarda è stato il migliore in campo soprattutto nella prima parte, quello che ci ha tenuto a galla. Io lo vedo in tanti ruoli, da terzino sinistro, centrocampista, ma non da esterno alto.

Per Bianchimano la società ha rinunciato a delle offerte pur di trattenerlo. Io l’ho voluto fortemente, ma deve capire che se si allena per come gioca migliorerà ancora molto. Io pretendo tantissimo soprattutto durante la settimana, l’applicazione durante le sedute di allenamento aiuta a crescere e migliorare le prestazioni.

Cucchietti è professionale, dedito al lavoro, molto applicato, stesso discorso vale per Di Filippo.

Al Granillo ci ero venuto da avversario, starci dentro da allenatore è motivo di orgoglio, è un onore essere l’allenatore della Reggina. Lo scetticismo attorno alla mia figura non mi ha dato fastidio né è servito come stimolo, cerco sempre di fare il mio lavoro con il massimo dell’impegno. Reggio e la Reggina rappresentano il punto fondamentale della mia carriera, mi sento molto apprezzato, forse troppo, dalla tifoseria e questo mi rende felice.

Mimmo Praticò è una persona che ha la Reggina nel cuore. Padre e figlio sono molto legati alla causa e fortemente innamorati della squadra. Ci fanno lavorare senza interferire sull’aspetto tecnico, ce ne fossero presidenti così nel mondo del calcio”.