di Michele Favano – “Chiamami quando vuoi”. E’ sempre uguale la risposta di Nick Amoruso, nel momento in cui gli si chiede la disponibilità per una intervista. Intelligenza e classe in campo da vendere, le stesse caratteristiche che lo contraddistinguono nel suo percorso di vita e lo rendono personaggio amato ed indimenticato. Non perde mai l’occasione per ribadire che a Reggio Calabria ha vissuto gli anni più importanti della sua lunga carriera, anche quando gli si ricorda di avere indossato la maglia della Juventus: “Giocare nella Juve è prestigioso, ma alla Reggina ho vissuto anni bellissimi e da assoluto protagonista. Accolto dalla città, integrato immediatamente, sono quelle sensazioni di empatia che avverti all’istante e che ti permettono di entrare in campo con grandissima sicurezza. Aumenta le responsabilità certamente, ma avere sempre i tifosi dalla propria parte per un calciatore fa la differenza. Insieme a numeri che hanno segnato la mia carriera, il mio centesimo gol in serie A realizzato con la maglia della Reggina, il maggior numero di presenze per quello che mi riguarda e quello dei gol (40)”.

Reggina-Andria, sei il doppio ex

“Esperienze diverse. Anche con Andria ho un legame particolare. Dopo l’esperienza alla Sampdoria, avevo tante richieste, come quella del Verona squadra costruita per vincere. E’ stata una decisione azzardata, pur di avvicinarmi a casa ho deciso io per Andria, creando qualche problema alla società blucerchiata. Una scelta di cuore poi ripagata con 34 presenze e 15 gol e la squadra al settimo posto. Quando ci torno mi accolgono sempre con grande affetto. Quella con la Reggina l’ho raccontata più volte. Ero nel pieno della maturità, arrivavo da Messina con tutte le difficoltà che spesso un giocatore può incontrare nel passaggio tra le due squadre. Come ho detto prima, invece, l’impatto è stato straordinario, il resto una storia indimenticabile. Vi racconto un particolare che in pochi conoscono. Ero stato chiamato dal presidente Foti nell’anno della prima Reggina in serie A, quella di Pirlo, kallon e Baronio. Dissi di no, avendo fatto altre scelte ed il presidente ci rimase molto male. Sono arrivato qualche anno dopo e tutti sapete come è andata”.

Reggina-Andria che partita sarà?

Non ti nascondo che mi avrebbe fatto molto piacere essere al Granillo per assistere all’incontro. Reggina ed Andria sono squadre giovani con gli stessi obiettivi che ritengo riusciranno a conquistare anche con qualche giornata di anticipo. La serie C è campionato duro e faticoso, il girone C ancora di più.

E del nuovo corso della Reggina cosa mi dici?

“Si è deciso di cambiare rivoluzionando il comparto tecnico e puntando sull’allestimento di una squadra ancora più giovane, credo non vi siano alternative a questo. Tutti sanno che la serie C è un campionato a perdere ed immagino i sacrifici del presidente Mimmo Praticò, perché vivo in questo mondo e conosco le difficoltà. La politica dei giovani è l’unica per il momento percorribile, non sono qui a difendere nessuno, ma ritengo che la strada intrapresa dalla Reggina sia quella giusta, insieme al potenziamento di un settore giovanile che negli anni deve produrre calciatori per la prima squadra. Fermo restando che i tempi rispetto ad una volta sono parecchio cambiati e le valutazioni anche sui calciatori bravi hanno subìto un forte ridimensionamento”.