La politica dei giovani è quella che bisogna portare avanti, ma ogni formazione deve avere almeno nella sua spina dorsale calciatori di esperienza e qualità. Quante volte lo abbiamo sentito dire dagli addetti ai lavori nel momento in cui si comincia la costruzione di una qualsiasi squadra? Tantissime ed in linea di massima questo è un concetto valido, fermo restando che poi è sempre il campo a dover confermare le aspettative, di giovani e di meno giovani.

La Reggina di questa stagione, per volontà della società insieme al coordinatore dell’area tecnica, è stata improntata prevalentemente su prospetti di belle speranze con l’idea iniziale che era quella di abbassare l’età media dell’undici titolare, rispetto a quanto fatto nello scorso campionato. Obiettivo riuscito solo in parte, ma per motivi oggi legati soprattutto alle assenze causa infortunio, che tengono fuori elementi come Bianchimano, Tulissi e Di Livio (quest’ultimo per squalifica).

Si è andati alla ricerca di calciatori “funzionali” così come ama chiamarli Basile, badando poco a quel concetto citato in apertura, riguardo la composizione della spina dorsale. Tranne qualche eccezione oggi rappresentata dall’esperto centrocampista Adriano Mezavilla, uno degli ultimi acquisti in ordine di tempo e collocato in quella zona di campo dove inizialmente si ero puntato alla conferma di Stefano Botta.

Una prima parte di stagione non proprio esaltante per il brasiliano, un esordio a Rende da difensore centrale ed in marcatura su Ricciardo autore del gol che ha segnato la prima sconfitta amaranto, poi una serie di prestazioni ai limiti della sufficienza, qualche lampo come la geniale giocata su Porcino (assist gol del vantaggio con il Matera) e poco altro. Nessun dubbio sulle sue qualità e le potenzialità, tanti invece su una condizione fisica ancora non ottimale. Per una Reggina giovane, soprattutto nei momenti di difficoltà, tutti si sarebbero aspettati un contributo superiore sul piano della personalità che si è vista solo a tratti.

Chiaro che anche il tecnico Maurizi da Mezavilla si aspetti un apporto superiore rispetto a quello fornito fino a questo momento, per tale motivo a prescindere dalla condizione, rimane comunque uno dei punti fermi dell’undici titolare. Guardando i suoi trascorsi vale la pena pazientare ancora un po’.

M.F.