di Michele Favano – E’ un personaggio con il quale potresti stare anche una giornata intera ad ascoltarlo senza mai stancarti, storie di calcio, curiosità, amarcord che solo chi ha un percorso come il suo può raccontare. Il solito cappellino in testa, il sorriso sulle labbra ed una cerchia di persone conosciute e non, attorno al grande Franco Iacopino incontrato al centro sportivo Reggio Village, sempre disponibile a scambiare qualche battuta, con tutti. Impossibile non approfittare dell’incontro per avere una sua idea su questa Reggina, qualche giorno dopo il derby perso con il Cosenza: “La Reggina ha costruito la sua squadra puntando su giovani di buona qualità, l’ho vista giocare, mi piace, mi piace l’idea e l’organizzazione, ma c’è un però…

Quale?

“La serie C è una categoria complicata, dura, il girone nel quale la Reggina è inserita, sicuramente quello più faticoso, combattivo. Ritengo, proprio per le caratteristiche che ho citato prima sulla costruzione della squadra che nel complesso sia un po’ leggerina, qui conta molto la stazza fisica, la cattiveria agonistica, l’esperienza. Per il raggiungimento di determinati risultati, ci vogliono specifiche caratteristiche e più incisività sotto porta. Dobbiamo tenere conto, però, che è fuori un giocatore come Bianchimano, presto rientrerà e può dare gol e fisicità. Contro il Cosenza questa mia sensazione si è vista in maniera più evidente, fermo restando che la squadra di Braglia lotta per altri obiettivi, mentre gli amaranto puntano ad una salvezza tranquilla ed a far divertire la gente. Ritengo che oltre le quattro-cinque formazioni di testa, se la può giocare con tutti”.

Che idea si è fatto del tecnico Maurizi?

Maurizi fa bene a salvaguardare il proprio gruppo e quindi a sostenerlo, devo credergli quando dice che la sua squadra è giovane ma anche ignorante, lo vedremo poi con il trascorrere delle giornate. Non lo conosco personalmente, ho certamente seguito il suo percorso, conosco invece ed anche bene uno dei calciatori che ha avuto alla Lupa Roma (non vi dico chi è), e mi ha parlato benissimo di lui, dicendomi che è stato uno dei migliori tecnici che ha avuto sotto tutti i punti di vista. Il curriculum può contare fino ad un certo punto, i giudizi sono sempre legati ai risultati e quindi facendo bene alla Reggina il suo trascorso verrà messo da parte”.

Ogni tanto fa una chiacchierata con il presidente Praticò?

“Il presidente Mimmo Praticò è un mio amico e quindi a prescindere dalle vicende di calcio ci sentiamo spesso, parliamo di tutto. Ci conosciamo dai tempi del Torneo dell’Amicizia, poi è stato anche un mio dirigente alla Reggina Calcio, siamo amici di famiglia. Ogni tanto mi chiede qualche consiglio, ma ritengo sia abbastanza preparato per questo mondo e quindi in grado di agire e decidere nel modo migliore ed in autonomia. Non è un improvvisato, né l’ultimo arrivato”.

Però fatica ancora ad entrare a pieno titolo nel cuore dei tifosi…

“La Reggina è un fenomeno sociale, i risultati della squadra motivi di rivalsa. Il rapporto tra la gente e la squadra è diverso rispetto a tutte le altre piazza, è un legame speciale, profondo e va coltivato. All’amico Praticò consiglio una comunicazione propositiva verso il suo pubblico, ci sono state dichiarazioni fatte di recente che rischiano di allontanare piuttosto che il contrario. Io lo conosco bene e so altrettanto bene che il suo eccesso di sincerità lo porta a manifestare difficoltà che ci sono, ma i segnali che vanno mandati all’esterno devono essere sempre di incoraggiamento.

Non mi spiego come si possa arrivare invece ad un rapporto conflittuale con una parte della stampa, quando invece nel momento in cui svolgeva il ruolo di dirigente veniva spesso accusato di essere troppo generoso e disponibile nei confronti dei giornalisti. Le due componenti comunque hanno a cuore solo una cosa, il bene della Reggina e sinceramente non riesco a capire come si sia arrivati a questa conflittualità. Devo dire che nonostante mi si accreditino delle buone doti di mediatore, mi sono impegnato personalmente per cercare di trovare una soluzione e tentare il riavvicinamento, senza grandi risultati. Sinceramente mi spiace perché parliamo di due delle componenti fondamentali per una squadra di calcio. Spero a breve quantomeno si riesca a portare i dialoghi sui binari della buona convivenza”.