Quattro partite giocate, tre i ruoli cambiati. Tutti dentro quel rombo di centrocampo disegnato da Maurizi che per il calciatore stravede. Il protagonista è il capitano Alberto De Francesco, il calciatore che fino all’ultimo momento la tifoseria ha avuto paura di perdere, viste le attenzioni a lui rivolte da diverse società anche di categoria superiore.

Una volta deciso in maniera convinta di continuare a sposare il progetto Reggina, il numero dieci amaranto lo ha fatto con la sua solita professionalità ed a suon di prestazioni. Una estate intera collocato davanti alla difesa, ha giocato anche la prima gara di Coppa Italia con il Catanzaro e quella di campionato con il Rende in quella posizione, mostrando grandissima qualità, visione di gioco e capacità di comando nella gestione della manovra.

Con la disponibilità piena del più esperto Mezavilla, De Francesco, alla seconda uscita stagionale, ha ricoperto il ruolo di interno di sinistra, stessa identica posizione della passata stagione, ma non un sistema tattico complessivo differente. E da quella gara è iniziata anche la sua battaglia a protezione delle proprie caviglie contro avversari decisi e spesso oltre i limiti agonistici consentiti. Quel derby lui lo ha giocato solo per venti minuti, il terzo calcione rifilatogli da un calciatore del Catanzaro lo ha costretto alla resa.

In occasione dell’ultimo confronto, quello giocato al Granillo con il Matera, ancora un cambiamento per lui, questa volta da vero numero dieci e quindi a ridosso delle punte. Dal suo piede magico è partita la verticalizzazione per il compagno Porcino che ha portato alla rete del vantaggio. Ancora un cambiamento di ruolo, quindi, ancora una grande prestazione, ma purtroppo, ancora tanti calci subiti.

M.F.