di Giusva Branca – La stretta di mano è vigorosa, gli occhi scuri cercano sentieri per scrutare nei tuoi, la camicia chiara fuori dai pantaloni e la cornice di barba nel volto palesemente, sfrontatamente magnogreco gli regalano un tono scanzonato che fa a cazzotti con quello riflessivo delle sue parole.

Si presenta così il giovane coordinatore dell’area tecnica amaranto, Salvatore Basile, ai microfoni si Strill.it, che un paio di volte lo ha punzecchiato nel recente passato.

Come sta, direttore?

Bene, concentrato sul lavoro, come sempre, concentrato su obiettivo, ma tante volte è addirittura più importante il viaggio che la meta

Beh, dipende che strada si preferisce percorrere: ci sono quelle panoramiche e asfaltate e quelle sterrate

Io le dico, invece, che la strada la devi fare tu, il solco lo devi tracciare tu

So che lei è un divoratore di libri, ma qua siamo già alla filosofia. Spicciola ma pur sempre filosofia…

Ma no, è che la strada che segni tu è certamente più entusiasmante da percorrere, poi, e anche ricca di imprevisti. E dico “ricca” non a caso…

Fuor di metafora quale è la strada per questa Reggina?

La nostra è obbligata, è quella dell’entusiasmo e della passione. Non ce ne sono altre perché la gente del Sud vive di passione, di valori; io sono di Crotone e lo so bene. Questa cosa qua la avverto fortissima e noi abbiamo l’obbligo di entusiasmare, la gente, di infiammarla, di essere traino

In tempi recenti ho bacchettato la società per la sua incapacità di far sognare la gente sottolineando che si può sognare anche senza soldi e con obiettivi di classifica non esattamente trionfali…

Si fa sognare con l’atteggiamento, è questo che fa la differenza; qualcosa devi dare alla gente e io credo che le caratteristiche di questa squadra siano perfette per trasmettere ciò

Lei è giovanissimo, appena 34 anni, e si trova catapultato in una piazza difficile e ambiziosa

Sono arrivato a Reggio con grande carica e orgoglio perché io sono Calabrese e so cosa significhi la Reggina, quanto la casacca amaranto sia un lusso e un vanto. So esattamente cosa rappresenti e abbia rappresentato la Reggina non solo per la Calabria ma per tutto il Sud Italia, la Reggina ha fatto la storia vera, certamente con i nove anni di serie A, ma anche in precedenza con la banda Scala e prima ancora. E poi qui ovunque attorno abbiamo testimonianze importanti: il S.Agata, tutte queste fotografie. Cioè, la storia non è una cosa astratta, la storia sta qua e noi ne siamo esattamente al centro

Ma non è un peso per voi tutta questa storia così esaltante? Quella gigantografia che sta alle sue spalle, dietro la sua scrivania. e che ritrae Nakamura non rischia di diventare ingombrante?

Guardi, è un peso positivo, che ti spinge a lavorare a capofitto per far sì che Reggio sia fiera di noi

Dicono di lei che sia bravo e presuntuoso…

Questo lo devono dire gli altri

Che è bravo lo ho sempre scritto io

Si, lo so, ci ha fatto un tormentone…

Nono, lo penso davvero, e anche che risulta un pochino presuntuoso lo ho scritto io

Mi ascolti, io mi sento uno che ha voglia di imparare, apprendere, vivere il mestiere e respirare calcio. Essere riuscito a fare della mia passione di ragazzino un lavoro è impagabile

Come si fa una squadra con un budget così basso?

Ci si ingegna, si fa di necessità virtù, si cercano soluzioni alternative per portare i calciatori e per convincerli, magari si usa positivamente un po’ di quella storia attraverso la voglia di provare a riscrivere, nel tempo, altre pagine esaltanti. Io so che non devo mai perdere di vista la realtà, però, devo tenere i piedi ben piantati in terra. Se non fosse stato così probabilmente non sarei qua

In che senso?

Credo che sia stato questo mio pragmatismo unito alla voglia di fare a convincere il Presidente Praticò, anzi voglio ringraziarlo pubblicamente per la fiducia concessami e per lo straordinario attaccamento che ci dimostra quotidianamente assieme a suo figlio Giuseppe attraverso la sua presenza

Non sono troppi 9 prestiti?

Non lo so se sono troppi; certo sono tanti, ma è una scelta dettata dalle necessità di budget

Ma troppi contratti a scadenza breve non sono un rischio?

Io credo che il rischio, se si riferisce alle motivazioni, attiene al carattere e alla professionalità degli atleti; la variabile della scadenza non influisce. Dipende tutto dall’approccio e, ad esempio, quello dei nostri è stato fin qui straordinario, con tanta voglia e energia positiva

Immagino avrà ben chiaro che mister Maurizi arriva a Reggio con un discreto fardello rappresentato dal suo curriculum negativo e della cosa non ne ha fatto mistero lui stesso in conferenza stampa

Veda, la consapevolezza delle cose è importante e per acquisirla è necessario approfondire, mai fermarsi al dato di apparenza. Però sono sufficientemente concreto per comprendere che ci sta anche un atteggiamento più superficiale nella valutazione. Per conto mio posso dire che il mister lo conosco ed è una persona straordinaria sul piano umano e della quale sono letteralmente innamorato sotto l’aspetto professionale, per come vive il quotidiano, per come ci si dedica, per come studia. E il suo gruppo di lavoro ha le medesime caratteristiche; sono uno spettacolo da guardare al lavoro

Si è preso il rischio di cominciare con Porcino e De Francesco proiettati verso la scadenza di contratto del 2018

E’ tutto sotto controllo, stiamo lavorando per una soluzione che stia bene a tutti…

Immagino che si riferisca ad un prolungamento del contratto, ma non le sembra banale come risposta?

E’ la pura verità, non devo inventarmi niente e rispetto al rendimento dei ragazzi ci metto comunque la mano sul fuoco fino alla fine: parliamo di gente con valori e caratteristiche etiche di prim’ordine

E la gestione del caso-Bianchimano? Non ha niente da rimproverarsi? Poteva essere chiusa prima la partita?

Non è stato facile, ma mettiamoci nei panni di un ragazzo di 20 anni al quale cominciano a suonare le sirene di clubs di categoria superiore, ma voglio sottolineare che Andrea Bianchimano è un ragazzo sano che ha solo vissuto un momento di debolezza

E poi, come ha fatto Basile a far superare il momento di debolezza a Bianchimano?

Beh, mi consenta questo di tenerlo per me…

A proposito, tempi di recupero del ragazzo?

Al momento ancora non definibili con esattezza: con gli infortuni muscolari non si scherza…

Alla sua prima o seconda uscita ufficiale si è mosso come un elefante in cristalleria attaccando lo stato dell’arte organizzativo e del settore giovanile

Badi bene, probabilmente sono stato poco elegante nei modi – e me ne scuso – ma i fatti parlano e l’impegno indefesso (parliamo di anche 14/16 ore al giorno) dei vari gruppi di lavoro per fare rivivere questo meraviglioso centro sportivo e dare una strutturazione alla società e soprattutto al settore giovanile credo sia la testimonianza più lampante di ciò che dissi

Che sensazioni ha per questa stagione?

I ragazzi danno l’anima, vederli anche in allenamento è uno spettacolo, sono dei giovani seri e puliti sul piano morale e questo, ai giorni nostri, credo sia importantissimo. Si sta creando l’ambiente giusto e vorremmo che la sinergia con la nostra gente fosse sempre più stretta; vorrei che i tifosi comprendessero davvero lo spirito che anima questi ragazzi, credo che sia assai simile a quello che ci mette la nostra gente

La stretta di mano di commiato è vigorosa come quella iniziale, ma lo sguardo meno “inquisitore”

Direttore, qualche altro tema più pesante me lo sono tenuto in serbo per la prossima volta…

Quando vuole sono qua…

Eh no, la prossima davanti a qualcosa da bere. Birra?

Birra!