“Non è stata la solita Reggina. Teniamoci stretto il punto e pensiamo a lavorare. Siamo giovani con ampi margini di miglioramento, soprattutto da un punto di vista emotivo. Le partite dobbiamo viverle in trance agonistica e con forte spirito di gruppo. Ottima reazione della squadra dopo il brutto primo tempo. Grazie a tutti quelli che ci stanno vicino, abbiamo ognuno un nome scritto dietro la maglia ma un unico cuore davanti caratterizzato da uno stemma. Un cuore amaranto che pulsa: #forzareggina”. Disamina onesta quella di mister Maurizi, questo il post scritto dopo il pareggio di sabato scorso ottenuto sul campo della Paganese. E’ vero, non è stata la solita Reggina, o meglio non è quella la Reggina che Maurizi ha in mente, sul piano del gioco, dell’attenzione, dello sviluppo di manovra. A Rende, pur perdendo e ripetiamo sempre, immeritatamente, la squadra ha mostrato comunque una interessante idea di calcio, tanto possesso e diverse occasioni da rete, rischiando anche molto. Con il Catanzaro il tecnico ha accorciato le distanze tra i reparti, il gruppo ha evidenziato combattività e voglia di arrivare a tutti i costi al risultato, giocando meno bene sul piano squisitamente tecnico. A Pagani, soprattutto nella prima parte, né l’uno né l’altro. Inguardabili i primi quarantacinque minuti, scarso palleggio, reparti sfilacciati e rarissime incursioni nell’area di rigore avversaria, meglio il secondo almeno sul piano della combattività, con l’aiuto di un pareggio arrivato prestissimo. Ma anche le solite sbavature che sarà necessario cancellare, ripartenze concesse agli avversari su calcio piazzato a nostro favore e che solo grazie a Cucchietti, ancora strepitoso protagonista, non hanno portato al racconto di una probabile seconda sconfitta. Il perché della prestazione sarà lo stesso Maurizi ad andare a ricercarlo. Per quello che ci riguarda, un elemento che caratterizza la differenza di qualità sul piano del palleggio, prerogativa di Maurizi, è dettato dalla posizione di Alberto De Francesco. In tanti ne hanno reclamato lo spostamento dopo che sulla sua collocazione davanti alla difesa si è lavorato per tutta la preparazione, le amichevoli e giocato la prima di campionato. Da regista è protagonista indiscusso, sempre presente su ogni inizio azione e con la capacità di rendere la squadra spesso padrona del gioco. Si dirà che nella passata stagione il giocatore per rendimento è stato tra i migliori in quella zona di campo, è anche vero che la disposizione tattica complessiva era diversa dall’attuale 4-3-1-2. Si dirà pure che contro il Catanzaro ha giocato solo venti minuti, ma fino al momento dell’infortunio si era visto comunque poco. Sicuramente si perde in fase di interdizione, dove invece il possente Mezavilla mostra migliori qualità, ma è un dato di fatto, almeno fino ad oggi, che i voti più alti per rendimento e prestazione il capitano li ha presi occupando il ruolo che Maurizi gli aveva inizialmente affidato.

M.F.