di Pasquale De Marte – Se c’è un calciatore simbolo della passata stagione della Reggina quello è Bianchimano.   Non tanto per il contributo comunque importante e certificato da gol decisivi in partite cruciali, ma quanto per la traiettoria della sua parabola di rendimento.

La premessa è d’obbligo.  Prima che la storia diventi un pretesto per dire che la Reggina rischia di perdere Van Basten  occorre che dire che magari lo diventerà, ma ancora non lo è.

Arrivato con alte credenziali derivanti dall’essere un calciatore proveniente dal Milan per almeno un girone è sembrato un giocatore che avesse poco a che fare con la Serie C, nel senso che sembrava gli stesse davvero larga.

Il suo percorso è stato un crescendo continuo, fino a quando ci si è accorti che non si poteva fare a meno di lui e persino un allenatore sospettato di  “integralismo” come Karel Zeman ha scelto di piegarsi a cambiare modulo.  E lui c’ha messo del suo: lavoro per la squadra, buoni mezzi tecnici e tanto altro messi a disposizione della squadra.

Il Milan ritiene ugualmente che non sia il caso di rinnovargli il contratto, la Reggina gli fa firmare un biennale.

E cosa ci può essere di meglio per un ragazzo di ventuno anni che restare in una piazza che gli ha permesso di iniziare a diventare un buon  giocatore, in una squadra che punta su di lui e che è pronta a dargli il ruolo da titolare in attacco?  Una società vicino casa che lo cerca? Un contratto migliore?  La visione di qualcosa che, a Reggio e rispetto a prima, non funziona come gli  piaceva o sarebbe piaciuto ? C’è qualcuno intorno a lui che gli dipinge orizzonti migliori da quello amaranto?

Domande a cui dare risposte non è facile, soprattutto perché a conoscere la verità a fondo ci sono solo i diretti interessati e offrire verità sommarie contribuirebbe solo ad aumentare la confusione sulla vicenda.

Che esista  un caso Bianchimano è innegabile, dato che anche il coordinatore dell’area tecnica non si è mai sottratto dal confermare l’ esistenza di qualche problema, talvolta minimizzando e declassando la cosa quasi ai capricci di un ventenne.

Indipendentemente da come andranno le cose oggi ci sono diversi rischi, che nascono da un’opinabile gestione della vicenda che forse andava tutelata meglio e circoscritta nell’ambito di quattro mura di uno spogliatoio.

Cosa accadrebbe, adesso, se Bianchimano dovesse vivere un paio di partite senza andare in gol?

C’è la certezza che i tifosi dimentichino il fatto che un dirigente della società, solo poche settimane prima, abbia lasciato intendere che il calciatore fosse ingolosito da altre soluzioni o destinazioni.   E, inoltre, si fantastica su cosa possa essere cambiato tra il momento in cui il matrimonio è stato sottoscritto senza particolari remore con un biennale e adesso in cui il divorzio non è un’ipotesi fuori dal mondo.

O forse è interesse del nuovo corso mettere su “piazza” l’insofferenza del calciatore? Difficile credere a questa soluzione perchè significherebbe depauperare un patrimonio tecnico che è anche e soprattutto economico, ma c’è anche chi dietro una scelta di questo tipo ci vedrebbe l’ennesima occasione per allontanare un calciatore che segna un legame con la precedente conduzione del’area tecnica.  Un solco di discontinuità tracciato, voluto e per nulla nascosto, che andrà però valutato solo più avanti.

C’è un caso Bianchimano e questo non va bene, perchè gli eventuali mal di pancia (ammesso che sia così!) di un ragazzo di vent’anni non possono e non devono fare notizia.

Come finirà? Magari con il calciatore che chiude la stagione in doppia cifra, mette a tacere qualsiasi speculazione e polemica.

La fine della stagione, però, è ancora lontana e pare ci sia qualche club che ha bussato alla porta della Reggina con offerte bassissime che, ovviamente, sono state rispedite al mittente.

L’augurio è che presto si possa fare chiarezza sulla vicenda.