‘Sembra l’asilo’. E’ un po’ questo il commento ironico che si fa sulla nuova rosa della Reggina che si caratterizza per la scelta di avere prevalentemente calciatori intorno ai vent’anni, che siano diciannove o ventuno è solo un particolare.
Una scelta che sicuramente si sposa bene con la necessità di far quadrare il bilancio grazie ai minori esborsi, a stipendi più bassi e ad eventuali benefit derivanti da premi di valorizzazione e contributi sull’ingaggio da parte dei club prestanti.
L’arrivo di Pasqualoni e Turrin , però, scoperchia una verità che rischia di passare in secondo piano. Il secondo è un portiere che, pur essendo un ventenne, ha già un campionato alle spalle in cui ha fatto vedere buone cose e si giocherà il posto con l’esordiente (lui si!) Cucchietti.
Andando, poi, a scoperchiare altri particolari oggi si può abbozzare una linea difensiva tutt’altro che inesperta: Laezza a destra, Pasqualoni e Di Filippo centrali con Solerio a sinistra. Si tratta di calciatori che seppur giovani vantano diversi campionati alle spalle e alcuni di loro hanno persino fatto esperienza tra i cadetti.
Questo non implica che costituiranno necessariamente una difesa ermetica, ma sicuramente costituisce un dato di fatto che smentisce alcune considerazioni soggettive.
E, soprattutto, non è detto che Gatti, Aurilletto e Tazza, ad esempio, non riescano a spodestare i più “quotati” compagni di reparto.

(p.d.m.)