Reggina, Amoruso: ‘Fatto grande lavoro tra mille difficoltà. Con Lancia invece…’


mercoledì 17 maggio 2017
11:29
amoruso_nicola

di Michele Favano – I suoi numeri li abbiamo raccontati tante volte. Della storia recente amaranto è certamente tra i giocatori più amati ed apprezzati dal punto di vista umano e soprattutto tecnico. Gol, classe sopraffina, intelligenza. Non ha mai nascosto il suo affetto ed il suo attaccamento nei confronti della Reggina a più riprese ed in più circostanze. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo ha deciso di rimanere nel mondo del calcio. Nel suo percorso c’è il ritorno a Reggio Calabria come responsabile del settore giovanile nella Reggina di Lillo Foti, il patentino di Direttore Sportivo, da qualche tempo ha invece vestito i panni dell’intermediario per quello che riguarda i giovani calciatori. Oggi si trova a Roma, una capatina al Foro Italico per gli Internazionali di Tennis, stasera all’Olimpico per la finale di Coppa Italia tra Lazio e Juventus. Nel calcio hai fatto tutto fino ad ora, mai l’allenatore, perché? “Sinceramente non ho mai pensato di farlo. Secondo me bisogna avere una sorta di vocazione, c’è chi dice che comunque bisogna provarci. Mi è sempre piaciuto più un ruolo dirigenziale, pensare alla costruzione di una squadra, individuare i calciatori di prospettiva. Insieme a Pratali, ex calciatore come me, stiamo portando avanti questo nuovo percorso, lo facciamo a tempo pieno e devo dire che stiamo raccogliendo qualche soddisfazione con i giovani calciatori. Seguo ovviamente le vicende della Reggina, tra alti e bassi ha ottenuto la salvezza che alla fine era l’obiettivo da raggiungere. Ho grande stima di Mimmo Praticò che conosco da quando ero ragazzino. E’ una delle prime persone che ho conosciuto nel mondo del calcio nelle giovanili delle varie nazionali, persona di grande spessore. Non ci ho mai lavorato insieme ma ho avuto la possibilità di conoscere anche Gabriele Martino e la sua competenza. Ci sono dei cicli nel calcio come nella vita, la Reggina ha vissuto momenti indimenticabili ed ora è ripartita in mezzo a tante difficoltà. Ci vuole passione ed amore profondo, chiaro che se hai anche disponibilità economiche affronti i campionati in maniera più serena. Hanno fatto un grande lavoro, prima salvando il calcio a Reggio, dopo il ripescaggio, la costruzione della squadra senza grandi risorse e la permanenza, la valorizzazione di alcuni giovani, so benissimo quanto presidente e direttore amino la squadra e la città. Credetemi è stata una grande cosa, conosco benissimo il calcio e le sue difficoltà, enormi. Oggi l’unica strada da percorrere in mancanza di rinforzi societari, è quella dei giovani. Martino ha fatto bene a puntare su prestiti da valorizzare, quello di adesso è un calcio a perdere, con il tempo poi bisognerà ulteriormente potenziare il settore giovanile. Su Lancia, mio assistito, ci sono rimasto male. La Reggina lo ha voluto fortemente, mi è sembrata esagerata la scelta di non schierarlo praticamente mai, non l’ho mai capito il perché, mi è stato detto che è stata esclusivamente una scelta tecnica. Tornerà alla Sampdoria e poi vedremo. Un anno decisamente sprecato. Il futuro? L’ultimo progetto mi piace molto, ricevo diverse proposte da società professionistiche, ma per il momento sono molto concentrato su quello che sto facendo”.

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