Reggina, Iacopino: ‘Curva Sud fattore determinante. Se arriva una chiamata…’


giovedì 20 aprile 2017
10:46
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di Michele Favano – Dopo 54 anni vissuti nel mondo del calcio ricoprendo praticamente tutti quelli che possono essere i ruoli all’interno di una società, Franco Iacopino, con grande determinazione, ma anche sofferenza per sua stessa ammissione, ha deciso di staccare la spina. Ma non completamente, nel senso che la grande passione della sua vita lo porta ancora a seguire con attenzione il calcio in tutte le sue sfaccettature, studia, si documenta, si aggiorna, guarda con molto interesse il movimento calcistico giovanile e segue costantemente le vicende della sua squadra del cuore, la Reggina: “Non potrebbe essere diversamente e quando sono a Reggio vengo pure allo stadio. Seguo via internet le trasmissioni che riguardano la squadra amaranto, sono sempre a stretto contatto con il mondo Reggina. Un mese addietro quando la situazione sembrava disperata, ho lanciato un accorato appello alla città e sono felice che la gente abbia risposto per come pensavo. L’unica via da percorrere era quella della compattezza, dell’unione di intenti. Avevo parlato dei reggini, dei loro pregi e dei loro difetti e tra i pregi certamente quello di essere capace di compattarsi nei momenti di grandi difficoltà. In quel momento ritenevo fosse giusto invitare i tifosi ad unirsi e grazie anche a questo ritorno di entusiasmo che sono arrivati i risultati. Manca ancora qualcosa, ma questa è la strada giusta da percorrere, l’obiettivo è alla portata ed in questo finale di stagione ci sono i presupposti per raggiungerlo. L’accortezza tattica è stata decisiva in questo percorso finale, questo è un campionato di grande fisicità ed atletismo, fatto di tempra, agonismo ed esperienza. Il tipo di gioco che si faceva prima ci rendeva vulnerabili, poi insieme all’arrivo di qualche calciatore ci sono state le possibilità di cambiare, fermo restando che comunque c’era una buona intelaiatura. Ogni squadra cercherà di fare il massimo in queste tre partite conclusive, la Reggina ha il vantaggio di essere davanti alle dirette concorrenti e quindi ha il destino nelle proprie mani. Nove punti a disposizione per centrare l’obiettivo, vincendo le due partite in casa arriva alla salvezza diretta, ma teniamo conto che le formazioni che affronta lottano per i play off. Sull’importanza del tifo mi devo ripetere. La curva sud della Reggina è stata un fattore determinante in passato e lo è anche adesso. Quando parlavo di unione e sostegno, il mio primo pensiero era certamente rivolto alla capacità della curva sud di poter essere determinante per incitamento e spinta verso i calciatori, con il Catanzaro è stato emozionante. Verrò al Granillo per l’ultima con la Paganese, sperando di festeggiare con tutti la salvezza. Poi ci sarà l’obbligo da parte dei dirigenti di sedersi ad un tavolo, programmare il futuro e capire quello che si dovrà fare per la prossima stagione, ricordando cosa è la Reggina, cosa rappresenta e la sua storia.

Non è stato facile dopo 54 anni dire basta, da domani chiudo con il calcio. Lo stacco però era necessario anche in virtù di impegni familiari che in passato sono stati trascurati, questo mi ha consentito di fare due cose importanti. La prima seguire con più costanza e facilità il calcio giovanile soprattutto le squadre Primavera, la seconda è quella riguardante l’approfondimento di quelle che sono le tematiche del calcio sotto tutti i punti di vista, questo ha consentito di aumentare le mie conoscenze e aiutato a trasferirle ai tanti giovani, calabresi e reggini in particolare, che si affacciano a questo mondo e poi per essere pronto per eventuali chiamate… Con la Reggina ci sono stati dei contatti ad inizio stagione, conosco benissimo buona parte di coloro che sono all’interno della società, gente di notevole spessore e competenza e soprattutto uomini capaci di portare avanti progetti e coltivare ambizioni”.

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