di Pasquale De Marte . Il derby fratricida tra Reggina e Vibonese si chiude con un pareggio che peggiora la situazione di entrambe sotto il profilo della classifica, ma che può essere visto in maniera diversa dalle due parti.

Da un lato gli uomini di Campilongo, ultimi in classifica, giocano una grande partita fatta di intensità, coraggio  e ordine tattico, dall’altro ci sono quelli di Zeman che offrono una prestazione poco soddisfacente, non a caso sottolineata dai fischi del pubblico

La storia che va raccontata è quella dell’ultima in classifica che va a prendere a pallate a domicilio la terzultima, per almeno un’ora di gioco messa alle strette sul proprio terreno di gioco e con assolutamente poco da salvare in questa partita.

Con la pressione addosso dei risultati del primo pomeriggio che impongono la vittoria a entrambe le squadre la sfida acquisisce ulteriore valore di quanto non ne avesse già in precedenza.

Ci si aspetta una Vibonese che giochi sfruttando la forza della disperazione, ma il campo dice altro. Si vede una squadra organizzata, che vince tutti i duelli fisici e che mette all’angolo un avversario che gioca con un difensore centrale (Cucinotti) nella posizione di terzino destro.

Per almeno venticinque minuti il pressing alto degli uomini di Campilongo distrugge le fondi gioco di quelli di Zeman che, sotto il profilo tattico, offrono una prestazione tattica totalmente da rivedere.

In alcune fasi del match è quasi imbarazzante la spaccatura nello scacchiere dei padroni di casa sempre lungo e sfilacciato, la Vibonese ha il demerito di non concretizzare la sua superiorità.

La scelta di invertire De Francesco e Bangu nelle posizioni di interni di centrocampo ai lati di Botta in un ritrovato 4-5-1 (o 4-3-3 per alcuni) non convince fino in fondo.

Gli amaranto subiscono anche la maniere forti degli ospiti che beneficiano di una visione forse troppo tollerante del direttore di gara.

L’imprevisto, a metà del primo tempo, lo regala l’interruzione di energia elettrica che lascia il Granillo al buio per una decina di minuti.

Il match riprende con gli amaranto che sembrano tenere meglio il campo, ma non cessa la sensazione che i rossoblu stiano dimostrando qualcosa in più.

Eppure al 40′ Coralli si inventa un colpo mancino dal limite che per poco non regala un immeritato vantaggio alla formazione di Zeman,

Le cose non vanno e Zeman opta per tornare al 5-3-2  con Cucinoti esterno destro, mossa mantenuta in avvio di ripresa quando De Vito rimpiazza un Possenti messo ko da uno scontro di gioco.

La Vibonese continua a essere padrona della partita e la Reggina sempre più schiacciata nella sua metà campo, con un’imbarazzante incapacità d fare gioco.

Zeman prova a cambiare l’inerzia sostituendo Cucinotti (comunque tra i più positivi in fase difensiva) per Maesano, mentre Campilongo si gioca l’artiglieria pesante con l’innesto di Saraniti, al rientro dopo tre giornate di squalifica.

Ci mette pochissimi minuti il centravanti a far tremare il Granillo con un siluro dai trenta metri che coglie l’incrocio dei pali.

Il  film non cambia: gli ospiti attaccano, gli amaranto, in maniera più che impacciata, tentato di ripartire.

I minuti passano e la Vibonese allenta la morsa, la Reggina capisce che è il momento di provarci: fuori un opaco Bangu, dentro Bianchimano.

Finalmente gli amaranto si vedono nell’area avversaria, ma la Vibonese si mangia un clamoroso contropiede con Saraniti che calcia tra le braccia di Sala, prima di infortunarsi e lasciare il campo

Al 90′ però la Reggina ha la palla di un clamoroso “colpo da tre punti”: sugli sviluppi di un corner Kosnic fallicse un rigore in movimento .

Sarebbe  stato troppo per quanto visto in campo.

REGGINA – VIBONESE 0-0

REGGINA: Sala, Gianola, De Francesco, Coralli, Botta, Kosnic, Cucinotti (61’ Maesano), Porcino, Bangu (76’ Bianchimano), Possenti (46’ De Vito), Leonetti All. Zeman
VIBONESE: Russo, Franchino, Minarini, Giuffrida, Moi, Legras, Sowe, Yabre (51’ Torelli), Bubas (61’ Saraniti 85’ Piroska), Manzo, Favasuli All. Campilongo
Arbitro: Piscopo di Imperia – Assistenti: Imperiale di Genova e Fantino di Savona
Ammoniti: Gianola, Manzo, Yabre, Leonetti, Sowe, Bianchimano, Coralli
Recupero: 1’pt, 4’st