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Gagliardi a Strill.it: “Povera Reggina. Io polpette non ne ho mai mangiate…”

di Pasquale Romano – Tra i meno sorpresi, nell’aver letto di possibili combine che avrebbero visto coinvolti alcuni giocatori di Avellino e Reggina, c’è Franco Gagliardi. L’ex tecnico amaranto, sin dai titoli di coda di quel campionato, non aveva mai nascosto ‘dubbi’ relativi ad alcune prestazioni della Reggina. Raggiunto dai microfoni di Strill..it, Gagliardi (come è doveroso che sia) specifica e sottolinea di non aver mai avuto prove o certezze riguardo presunte combine, “Altrimenti le avrei denunciate alle autorità competenti. Non posso essere coinvolto in un contesto che non mi appartiene, di sicuro quello che ho letto sui giornali dà adito a illazioni e sospetti. Penso con rammarico a quella mia Reggina, uscita con le ossa rotte forse anche per questioni extra calcistiche…”.

 In conclusione di una stagione più che negativa, fatta di tanti cambi di panchina e un centenario volato via quasi nell’indifferenza, la Reggina conosceva il triste ritorno in terza serie. “Ho sofferto tanto, fisicamente, e ancora soffro per quell’epilogo. Forse quella retrocessione ha dato più amarezze a me che a qualche reggino, non parlo dei tifosi sempre vicini alla squadra con affetto e passione. Non dimentico i clamorosi errori arbitrali in gare decisive come Novara e Varese, episodi che hanno contribuito sensibilmente a farci retrocedere”, dichiara Gagliardi.

Uno degli intermediari tra il clan della Vanella Grassi e l’Avellino Calcio, l’ex giocatore Luca Pini, parlavano cosi all’epoca: “Ci dobbiamo mangiare tre polpette…che ne so dobbiamo mangiare tre polpette…ho la pancia piena”. Il giorno dopo, il 25 maggio del 2014, la partita Avellino-Reggina si concluderà con un 3 a 0 per i campani…: “Che brutto leggere certe cose. Io ‘polpette’ simili non ne ho mai mangiate in tanti anni di calcio, se non mi sarei ammalato. Io avevo immaginato qualcosa di particolare nel corso del campionato ma erano esclusivamente mie congetture. Adesso mi viene da dire ‘Allora non ero pazzo…‘. Queste sono le vere tragedie del calcio, quando si vogliono ‘ubriacare’ le cose il modo purtroppo lo trovano “.

Sulla gara di Avellino, nello specifico,  Gagliardi assicura di non aver percepito sensazioni particolari: “Sinceramente non mi ero accorto di nulla. Io e Zanin avevamo optato per una squadra giovane ma eravamo convinti potesse far bene, non a caso molti di loro ancora oggi giocano in serie B o in squadre di vertice in Lega Pro. Noi speravamo di vincerla come tutte le altre, lo scarto cosi abbondante aveva stupito anche me considerati i valori in campo delle due formazioni”.

Meglio tornare al rettangolo verde. Il prossimo campionato di serie A vedrà nuovamente la Calabria ai nastri di partenza, stavolta cambia la rappresentante. Dopo il decennio amaranto è la prima, storica, per il Crotone: “Rivedo in loro la prima Reggina, quella che un passo alla volta era riuscita a ottenere il grande salto in A. Faccio loro i complimenti, si sono meritati un traguardo cosi prestigioso. Il cuore mi riporta a pensare al percorso di quella società capace di rimanere nella massima serie per dieci anni. Auguro al Crotone di fare altrettanto e magari anche meglio, ma -lo scatto d’orgoglio amaranto di Gagliardi- sarà complicato eguagliarla”.