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Reggina agli australiani, entro il 3 maggio la svolta decisiva. Manca l’ultimo passo…

di Pasquale Romano – Il momento della verità. La Reggina con la sua storia centenaria è  in bilico, il destino del club amaranto si deciderà nei prossimi giorni. La conferenza stampa di Foti il primo vero ‘Bing Bang’ che ha fatto da spartiacque, adesso non si può più tornare indietro. Le intenzioni degli australiani sono serie, la trattativa concreta e ben avviata. Comprensibile lo scetticismo dei tifosi amaranto, ma è bene chiarire che non c’è alcun bluff dietro le dichiarazioni rilasciate da Foti nella conferenza stampa andata in scena ieri al S.Agata. Quali le prossime mosse ? La partita entra nella fase cruciale, entro il 3 maggio potrebbe (gli ottimisti dicono dovrebbe) arrivare la svolta definitiva.

In campo entra il contenzioso con Unicredit, che si discuterà il prossimo 6 maggio al Tribunale di Reggio Calabria. L’asso nella manica di Foti permetterebbe di risolvere la questione e allo stesso tempo avvicinare sensibilmente la conclusione positiva dell’affare con gli imprenditori italo-australiani. Il massimo dirigente amaranto infatti, secondo quanto raccolto da Sport Strill, è in attesa di un documento ufficiale, una sorte di pre-accordo vincolante, nel quale la controparte ‘si impegna entro il prossimo 30 giugno’ a versare i 2,5 milioni, o una gran parte di essi, utili a rilevare il 51% delle quote azionarie. Con tale documento Foti si presenterebbe sicuro di sè in Tribunale, certo di evitare il fallimento del club chiesto da Unicredit.

Una volta incassata la somma, il massimo dirigente amaranto salderebbe la maggior parte dei debiti (non solo con Unicredit) e garantirebbe la fidejussione relativa al prossimo campionato. Un documento quindi, basta per scongiurare il fallimento e avviare la rinascita con il nuovo corso, oppure riportare nello sconforto i tifosi amaranto. E’ cruciale infatti, decisivo, il ruolo giocato dalla certificazione che Foti attende dall’Australia, sia per capire una volta per tutte le reali intenzioni degli imprenditori interessati sia per risolvere la grana con Unicredit.

Riguardo le quote societarie, in caso di fumata bianca ci sarà un prevedibile riassetto. Foti attualmente detiene circa il 77% delle quote, il resto è diviso tra soci minori e azionariato popolare. Da questa percentuale (e non dal totale azionario) bisogna considerare il 51% da trasferire agli australiani. Il massimo dirigente amaranto quindi, nella migliore delle ipotesi e salvo modifiche rispetto agli accordi presi sino a oggi, rimarrebbe in società con il 23% delle quote.