di Pasquale De Marte – Finisce come da pronostico o forse un po’ peggio. La Reggina chiude il derby con quattro gol sul groppone, ritornando sulla terra dopo tre risultati consecutivi che avevano caratterizzato l’avvio del 2015.
Delusione per i coraggiosissimi sostenitori ospiti, arrivati oltre Stretto pur sapendo di andare incontro a una possibile debacle.
Un punteggio che va oltre i meriti del Messina, ma che rendono ancor più dolce il successo peloritano, ma non oltre i demeriti di una squadra amaranto tramortita dai due gol subiti a cavallo dell’intervallo e incapace di abbozzare la minima reazione, se non a risultato abbondantemente compromesso.
I 5500 spettatori del San Filippo accolgono le due squadre in quella che è la partita dell’anno. Alberti sceglie di affidarsi a Belardi ed Aronica dal primo minuto, come chiocce di un undici titolare, come al solito, dall’età media giovanissima.
I padroni di casa, da subito, provano a portare pressione alla porta avversaria e Izzillo dal limite prova il colpo ad effetto ma il suo tiro dal limite va un metro lontano dai pali.
I primi minuti raccontano tutti i problemi delle due squadre nel fare gioco, visibilmente impaurite dalla posta in palio e dall’importanza della sfida per entrambe le tifoserie.
Il passare dei minuti rivela una Reggina che prende coraggio e timidamente inizia a manovrare con discreta fluidità, al punto da farsi preferire ai siciliani senza però trovare con convinzione la giocata in grado di attaccare l’area della formazione di Grassadonia.
Il 4-1-4-1 scelto da Alberti copre bene il campo e, sulla linea mediana, si fa apprezzare il diciottenne Mazzone, che agisce da metronomo.
Grave pecca della formazione amaranto risulta l’insistere su Insigne, apparso l’unico uomo in grado di creare problemi ad una difesa peloritana che, in talune circostanze, dà l’impressione di soffrirne l’estro e la velocità.
E’ un suo tentativo a sfiorare il palo e a illudere i sostenitori reggini collocati nel settore ospiti.
Al 30′ il Messina  trova il modo di passare in vantaggio. Solita dormita collettiva, Ciciretti trova un varco sulla destra e mette in mezzo un pallone che Bortoli spinge in rete in sospetta posizione di fuorigioco.
In avvio di ripresa i siciliani piazzano il colpo del ko con Orlando che sfrutta una torre per depositare in rete il suo secondo gol in un derby dello Stretto, dopo quello dell’andata. Ancora una volta poco reattiva la difesa ospite.
Il doppio colpo subito manda al tappeto la squadra di Alberti che cerca risorse in panchina e inserisce Viola e Gallozzi.
I problemi della Reggina si confermano in occasione del tris di Corona che, quasi a difesa schierata, alla veneranda età di 41 anni fugge via in velocità in profondità e trova il modo di firmare il tris, battendo Belardi.
Gli ospiti rischiano l’imbarcata e Damonte li grazia, solo davanti a Belardi.
Gli amaranto provano a riaprire il match, ma dopo qualche occasione sventata dal portiere Iuliano Ciciretti serve il poker dribblando l’intera ancora imbarazzante difesa reggina.
Nel finale Insigne trova il gol della bandiera con una magistrale punizione mancina.
Il triplice fischio finale fa crescere la sensazione che la Reggina, se davvero vuole salvarsi, dovrà intervenire ancora sul mercato.

MESSINA (4-3-3):Iuliano, Cane, Altobello, Stefani, Benvenga; Damonte, Izzillo, Bortoli; Orlando (79′ Bonanno), Corona (91′ Sciliberto), Ciciretti (85′ Donnaruma)
 A disp.: Berardi, Sciotto, Bellamacina, Giove All.: Grassadonia

REGGINA (4-1-4-1): Belardi, Di Lorenzo, Camilleri, Aronica, Karagounis; , Mazzone;  Insigne, Armellino Condemi (61′ Gallozzi), Masini; Louzada (57′ Viola)

A disp.: Kovacsik, Cirillo,  Lancia, Maimone, Ungaro. All.: Alberti.

Marcatori:40′ Bortoli (M), 48′ Orlando (M), 64′ Corona (M), 77′ Ciciretti (M), 85′ Insigne (R)

ARBITRO: Cifelli di Campobasso

AMMONITI: Altobello (M), Aronica (R)

Recupero:2′ pt/ 2′ s.t.