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Reggina: la strada per sopravvivere mossa dopo mossa. Ma non si può sbagliare

Mancano ancora due partite alla conclusione del campionato di Serie B, ma la Reggina sta già pensando al futuro e quello più immediato non è prettamente calcistico.
La situazione economica del club amaranto non è rosea, ma neanche nera.
Per l’iscrizione al prossimo campionato serve una fidejussione da seicentomila euro da presentare entro il 30 giugno, a cui servirà allegare un bilancio preventivo fino al 30 giugno 2015 su base trimestrale.

La Reggina, tuttavia, nel momento in cui dovesse avere una posizione economica regolare nei confronti di tesserati e altre componenti contemplate nei regolamenti della Lega di B, potrebbe vedere sbloccata la cifra di ottocentomila euro versata per l’iscrizione al precedente campionato di Serie B e da lì potrebbe attingere per garantirsi il futuro.

Ecco perché sarebbe importante piazzare una cessione importante per saldare i crediti nei confronti dei calciatori prima della fine dell’anno calcistico.

Entro il 25 giugno bisognerà, in ogni caso, depositare presso la Covisoc una dichiarazione con cui si attesta l’avvenuto pagamento degli stipendi fino al mese di aprile 2014 per tesserati, dipendenti e collaboratori del settore sportivo e tutte le figure professionali contemplati dagli organi calcistici .

Entro il 1 agosto, invece, sarà necessario regolarizzare la propria posizione relativamente alle mensilità di maggio e giugno.
Retrocedendo dalla B da penultima alla società amaranto spetterebbe un paracadute da 700.000 euro, che verrebbe però ad essere incassato dopo i termini utili per l’iscrizione alla Lega Pro.

Entro il 30 giugno bisognerà essere in regola con il pagamento dei tributi IRPEF, IRES e IRAP. I debiti con l’Erario rappresentano la somma più cospicua da saldare, ma si va verso una transazione quindicennale con l’Agenza delle Entrate che porterebbe a una rateizzazione delle cifre renderebbe automatico l’ok della Covisoc.

E’ chiaro che anche una rata annuale da diverse centinaia di migliaia di euro sarebbe una vera e propria “spada di Damocle” per una società di Serie C, ma il passaggio è obbligato.

C’è da capire come la Lega Pro si porrà nei confronti delle squadre retrocesse dalla B in merito alla scadenza del 30 maggio, entro cui bisognerà presentare copia delle liquidazione periodiche Iva relative all’anno di imposta 2013. La data, infatti, coincide praticamente con la fine del campionato cadetto.

Entro l’11 giugno bisognerà presentare il rapporto tra patrimonio netto e l’attivo patrimoniale, documento che potrebbe rendere necessaria una ricapitalizzazione, che andrebbe ripianata entro il 7 luglio.

In Tribunale è stato depositato un accordo con cui la società dimostra di aver trovato un’intesa con i propri creditori, anche extracalcistici. Si tratta di un piano di ammortamento per saldare almeno il 70% delle spettanze, il minimo per scongiurare il fallimento. Si attende adesso la probabile approvazione dell’organo civile.

Poi c’è il “Sant’Agata”, fiore all’occhiello della Reggina, ha un costo di gestione esorbitante per una squadra di Lega Pro (oltre il milione di euro) che dovrà essere necessariamente rivisto, ricordando che, ad esempio, nella prossima stagione per motivi di categoria non ci sarà la formazione Primavera.

E quando si parla di “spending review” In tema di centro sportivo, ci si riferisce anche a possibili tagli in tema di posti di lavoro. Altra tegola su una città già martoriata sotto il profilo occupazionale.

Servono 300 mila euro per la gestione del Granillo, uno stadio enorme per la Serie C. Un’eventuale girone meridionale servirebbe a rendere meno esosa la spesa per trasferte di prima squadra e settore giovanile, quantificabile negli ultimi anni in un milione e duecentomila euro.
A rendere più complicata la vicenda ci sarebbero crediti vantati dalla Reggina nei confronti degli sponsor per una cifra che viaggia attorno ai cinquecentomila euro.

Giusva Branca  – Pasquale De Marte