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Reggina: a Verona si gioca contro la storia

Sarà una trasferta a Verona, contro il Chievo, ad aprire il campionato della Reggina che si appresta a vivere il suo nono campionato di serie A in dieci anni. Si tratta di un déjà vu, visto che proprio domenica 31 Agosto saranno passati esattamente undici anni da quando la sfida tra amaranto e gialloblu si tenne in Veneto alla prima. Il precedente non è incoraggiante per gli ospiti che in quell’occasione vennero sconfitti per 1-0 in virtù di un gol di Federico Cossato, fratello di quel Michele che seppe far piangere Reggio Calabria qualche anno fa.

Per anni i clivensi sono stati un’autentica bestia nera per la Reggina, che solo al settimo confronto diretto è riuscita a prevalere sugli avversari, al Granillo e grazie a un rigore realizzato da Fabio Artico nell’anno della prima storica promozione in massima serie. Era il 6 dicembre 1998, sei mesi dopo e a campi invertiti si consumò il sacrificio di Elio Gustinetti, il quale venne esonerato dopo un pesantissimo 3-0 caratterizzato da un’imbarazzante prestazione della squadra. Tutti sanno come andò a finire il 13 giugno dello stesso anno.

Per tre anni i destini delle due società non si sono incrociati se non per trattative di mercato che hanno riguardato ad esempio Zanchetta, Marazzina e Franceschini. Per due anni la Reggina giocò in A, mentre il Chievo studiava per raggiungerla, al punto che per una stagione i ruoli si invertirono fino a che i percorsi arrivarono ad essere sui binari del grande calcio per entrambe.

Primo dicembre 2002, la Reggina si trovava nei bassifondi e solo da poco tempo la “cura De Canio”, dopo la sfortunata parentesi-Mutti, iniziava a farsi sentire. Un primo tempo scoppiettante dei padroni di casa amaranto fu suggellato da una sola rete, realizzata su rigore da Nakamura, che venne vanificata dal gol di Legrottaglie nella ripresa. Il difensore di Gioia del Colle ebbe modo di ripetersi al ritorno, regalando il gol del 2-1, che consentì agli uomini di Del Neri di tornare a far valere la “legge del Bentegodi” nei confronti degli amaranto.

Nelle tre successive sfide di campionato si verificarono tre 0-0 consecutivi, fino ad arrivare al 27 febbraio del 2005 quando una pennellata di Nakamura su calcio di punizione regalò la seconda vittoria sul Chievo alla storia del sodalizio dello Stretto.
Circa duecento giorni dopo, la sfida si rinnovò, ancora una volta al Granillo, ma in quest’occasione il gol iniziale di Cozza fu solo un’illusione per il pubblico di casa, che vide cedere la propria squadra per 3-1 dopo essere passata in vantaggio. Era la terza giornata di un campionato segnato da un’estate tormentata dalla vicenda della fidejussione contestata da Gazzoni a Foti. Al ritorno, il 4-0 dei veneti vale più di qualsiasi commento.

Rocambolesco fu invece il 3-2 con il quale in un match prenatalizio la Reggina uscì nuovamente sconfitta da Verona. L’iniziale rete di Amoruso, venne ribaltata dalle marcature di Sammarco e del redivivo Cossato, a cui rispose Modesto con un gran tiro dal limite. Il bomber di Cerignola a una manciata di secondi dal termine si divorò un’occasione incredibile, sul contropiede susseguente il Chievo trovò il gol della vittoria. Ma nella storia della sfida tra le due squadre, la partita con la posta in palio più alta fu quella di ritorno alla terzultima di campionato. Le due squadre, dirette concorrenti nella lotta salvezza, si sfidavano al Granillo. Finì con un pareggio (1-1), preso per i capelli dalla Reggina con una segnatura di Rolando Bianchi, in una partita dove gli amaranto dimostrarono di iniziare a non averne più, dopo un campionato straordinario, culminato con la permanenza in serie A, nonostante l’ormai celeberrima penalizzazione, e la retrocessione clivense.

Adesso, dopo poco più di un anno la sfida si rinnova, Orlandi spera di sfatare il tabù che vede la sua squadra mai vittoriosa in trasferta contro il Chievo, che quest’anno si presenta ai nastri di partenza del campionato come matricola, dopo aver centrato subito il ritorno in massima serie.

A disposizione di Iachini ci sono due ex amaranto: l’albanese Bogdani, centravanti portato in Italia proprio dalla Reggina con cui ha disputato 68 partite realizzando 11 reti tra A e B (memorabili i gol di Crotone e Cosenza) e il centrocampista Marco Rigoni (solo 4 apparizioni per lui in riva allo Stretto con Mazzarri in panchina). Non figurano ex gialloblu nella Reggina.

Pasquale De Marte