Sample ImageL’ultima sfida tra Reggina e Napoli, giocata in A, vedeva contrapposte due squadre che alla fine del torneo 2000/2001 sarebbero retrocesse. Al Granillo  si giocò al ritorno  e gli amaranto si imposero per 3-1 grazie alla prestazione di un sontuoso Taibi che si permise il lusso di parare un rigore ad un certo Nicola Amoruso, il quale segnò sia all’andata che al ritorno a quello che sarebbe stato , qualche stagione più tardi, il suo futuro .  I ricordi più amari però sono quelli della gara di andata quando i partenopei ebbero la meglio sulla squadra di Colomba addirittura per 6-2, dopo che quest’ultima era appena riuscita a interrompere una serie di 8 sconfitte consecutive pareggiando col Verona sul neutro di Catania.

L’impianto di Fuorigrotta non è mai stato teatro di risultati esaltanti per i colori amaranto, ma il pareggio nell’anno della promozione del 99 con annesso esordio di Davide Possanzini e l’1-1 ,davanti a  settantamila persone,  del 2002 che diede  nello scontro diretto la definitiva spinta per il ritorno in massima serie fanno parte delle pagine più rosee  della storia della società del presidente Foti.

La storia appunto, perché l’attualità non sembra avere le stesse prerogative positive.  Nel capoluogo campano la Reggina si presenterà con un nuovo tecnico che difficilmente riuscirà a dare un’impronta al suo nuovo team in neanche tre giorni  e con poche, pochissime convinzioni.

C’è da dire che la classifica se è bugiarda per gli amaranto che occupano un’ultima posizione figlia – anche e non solo – di sfortunate circostanze, non è certo sincera per gli azzurri che hanno si dato vita a grandi prestazioni come il cappotto (5-0) rifilato a domicilio all’Udinese , ma hanno molto spesso beneficiato di qualche  situazione favorevole come rigori generosi e  vittorie trovate  all’ultimo respiro.

La squadra fa leva sullo zoccolo duro che ha condotto il Napoli  a conquistare la seconda promozione in due anni, riportando il San Paolo in  auge partendo dal baratro della serie C. Il gruppo storico è stato integrato con uomini di buona caratura per la massima serie come Blasi, Zalayeta  e da giovani sudamericani di belle speranze come Gargano e Lavezzi.    Napoli è una piazza che si accende facilmente se ad alimentare gli entusiasmi sono giocatori di stampo latinoamericano, ma in passato se ne sono visti tanti che si sono rivelati un semplice fuoco di paglia (da Calderon a Edmundo). Ovviamente, sotto il Vesuvio sperano che questo non accada, tenuto conto che si parla di una città con grande tradizione e meritevole di grandi soddisfazioni calcistiche.  E l’inizio è sembrato più che buono.

Reja adotta un 3-5-2 con esterni di centrocampo piuttosto difensivi come Savini e Garics.  Contro la Reggina davanti a Iezzo giocheranno Cupi, Cannavaro e Domizzi, mentre la cerniera centrale del settore nevralgico sarà formata da Gargano, Hamsik  e uno tra Bogliacino e Montervino, chiamati a rilevare l’infortunato Blasi. In attacco ci saranno Zalayeta e Lavezzi.

Impegno quasi proibitivo per la Reggina, che è però chiamata a provarci.

Pasquale De Marte