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“Reggina, mi mandano Mazzarri e Colomba”

Sample ImageSi è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione di Renzo Ulivieri.  E’ stato il presidente Foti ad aprire i “lavori”, facendo una brevissima introduzione prima che il nuovo mister venisse presentato alla stampa.  “Siamo sicuri della bontà della nostra scelta, ora tocca al nostro nuovo allenatore ripagare la nostra fiducia che ha il dovere e l’obbligo di far ritornare la Reggina ai livelli che le competono”.     Ulivieri, come già detto nei nostri precedenti servizi, è un uomo che non ama fare giri di parole e parla senza indugi della trattativa lampo che lo ha condotto alla

panchina della Reggina: “Ci siamo parlati ieri e devo dire che Foti è intervenuto a gamba tesa per  cercare di convincermi dicendomi che  avevo un conto in sospeso con lui. Di sicuro posso dire che anche se sono vecchio, ho entusiasmo e voglia di rimettermi in gioco”.  L’entrata in gioco pericoloso a cui si riferisce il tecnico di San Miniato è chiaramente riconducibile alla questione delle fidejussioni,  quando il nuovo trainer amaranto sedeva sulla panchina del Bologna  e affermò che la cosa giusta sarebbe stata ridare la massima serie alla formazione rossoblu, ma la sua schiettezza non si smentisce neanche  quando si tratta di parlare di episodi pregressi: “In quella fase eravamo avversari ed io dovevo tirare l’acqua al mio mulino. E’ chiaro che se avessi percepito uno stipendio pagato dalla Reggina avrei preso le difese dell’operato di Foti.

C’è da dire che capisco anche che Gazzoni non è uno di quelli che attira molte simpatie”.    

Ulivieri parla anche delle referenze sulla Reggina che gli sono arrivate da due  ex eccellenti:  “ Con Mazzarri ho già parlato e non ha fatto altro che parlarmi bene di Reggio Calabria. Lui per me è più che un mio ex giocatore, il fatto che mi dia ancora del lei un po’ mi rammarica. Ma ieri ho ricevuto anche la telefonata di Franco Colomba, altro mio ex allievo, che mi invitava ad accogliere con entusiasmo questa nuova esperienza perché avrò a che fare con un grande presidente e con una grande società.”

A chi, invece, gli chiede con quali prerogative si accinge a gestire la Reggina, replica con fermezza: “Io le mie formazioni le faccio in base alla simpatia che ho per i giocatori. I giocatori che mi stanno simpatici sono quelli che si allenano con grande impegno, concludono tutte le partite con la maglia sudata e usano tanta, tanta abnegazione.  Queste sono le caratteristiche che deve avere una squadra come la nostra, e in questa  prima fase di campionato non mi è sembrato che si sia sempre giocato da Reggina.   Spero che i giocatori si adeguino, se non ci riusciranno ne pagheranno le conseguenze.  Le prime scelte le farò in base a quanto si è visto in queste prime partite, scegliendo quelli che sono sembrati più in forma.”

Questa squadra ha dei limiti evidenti e Renzaccio non sembra smentirli, ma si esprime con chiarezza su eventuali rinforzi : “Foti mi ha messo nelle condizioni di sposare la politica societaria, e se c’è riuscito significa che mi ha anche dato delle garanzie che nel caso in cui ci fosse bisogno di qualcosa saremo pronti a valutare le diverse opportunità. Ora valuteremo il materiale che abbiamo a disposizione, anche perché dei giocatori che ci sono non ne ho mai allenato nessuno, non è un caso che sono tutti qui e neanche uno è scappato… (ride ndr) ”.

Il pallino della discussione si sposta su cosa cambierà dal punto di vista degli schemi. “Ficcadenti ha fatto bene, qualcosa però non ha funzionato. Sarei un ipocrita se dicessi che la Reggina non ha offerto sprazzi di bel gioco, ed anche per questo per molti aspetti non mi discosterò dal suo lavoro soprattutto per la gara di Napoli, in cui cambiare tanto significherebbe creare solo confusione.  L’anno scorso giocavo a quattro a Bologna, ma con questi giocatori credo sia impossibile continuare a farlo.  Sempre in Emilia optavo spesso per i tre trequartisti dietro il riferimento centrale, me anche questa è un’ipotesi improponibile visto che non ci sono ali pure che possono fare il gioco che serve per quel modulo.  L’importante per me è che si impegnino tutti, bisogna giocarsela con tutti e se proprio non si può evitare la sconfitta dobbiamo perdere consci di aver onorato la maglia”.

La convizione però c’è : “Quello che dice la classifica oggi è relativo. Ce la potremo giocare fino alla fine con altre sette-otto squadre, sempre che non se ne aggiungano altre che facciano la figura dei c*****i credendo di essere superiori a coloro i quali si giocano la permanenza…  Il livello dei campionati si è alzato sia in A che in B. Il merito è degli allenatori giovani che hanno una grande preparazione e riescono ad apportare delle innovazioni al calcio stereotipato di noi vecchi.  Non è un caso che il calcio frizzante del Genoa abbia pagato tra i cadetti e stia continuando a dare risultati anche in massima serie. Io di sicuro faccio di tutto per mantenermi aggiornato. ”

Le ultime parole sono però per la città : “Io sono uno a cui piace vivere le piazze in cui alleno. Reggio in neanche mezza giornata mi ha fatto una delle migliori impressioni della mia carriera.  Già la gente mi chiama per nome e mi fa coraggio, questo mi ha quasi commosso.  E mi piace anche che la cordialità venga manifestata in modo discreto e senza invadenza.”.

Renzo Ulivieri, che ha ammesso di aver abbandonato l'usurato e "fuorimoda" cappotto portafortuna,  porterà con se  uno staff tecnico tutto suo che comprende l’ex portiere del Pisa Alessandro Nista, l’ex cosentino Presicci come allenatore in seconda e il preparatore atletico , il Prof. Perondi che ha già lavorato con lui a Bologna.  Intanto Foti ha finalmente parlato dell’oggetto misterioso Miguel Garcia, il quale è stato sottoposto ad un intervento chirurgico che lo costringerà a stare fuori fino al termine dell’anno solare.

Pasquale De Marte