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Foti sulla questione deferimento al Corriere dello Sport

reggina''Sono convinto che non ci siano gli estremi per il deferimento''. A dirlo il presidente della Reggina Lillo Foti in una intervista pubblicata stamani dal Corriere dello Sport, circa la possibilita' che emerga la responsabilita' della sua squadra nel filone di indagine sulle intercettazioni del quale si sta ancora occupando il capo dell'ufficio indagini della Federcalcio Francesco Saverio Borrelli. Oggi in molti danno per certo il deferimento della Reggina dopo gli sviluppi delle indagini della Procura della Repubblica di Napoli


dove Foti sarebbe addirittura indagato. Due i punti contestati: una telefonata all'ex designatore Paolo Bergamo avvenuta nel dicembre del 2004 prima della partita con il Brescia e l'accusa di illecito amministrativo avanzata dall'ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara, relativa al debito della Reggina con l' Agenzia delle entrate per l' iscrizione al campionato dell' anno scorso. ''Nella stagione 2004-05 – ha aggiunto Foti – la Reggina aveva una buona squadra, ma incappammo in una serie di infortuni arbitrali: a Roma contro la Lazio non ci diedero un rigore, a Milano ci annullarono un gol decisivo, poi andammo a Messina e Racalbuto ci nego' un rigore grande come una casa, eravamo in vantaggio di un gol e avremmo potuto raddoppiare e chiudere l'incontro. Poi arriva la gara con il Brescia e i designatori ci mandano di nuovo Racalbuto. A questo punto ho preso il telefono e ho chiamato Bergamo per chiedergli che l'arbitro prestasse un po' di attenzione alla partita''. Sull'ipotesi di un condizionamento dell'arbitro Foti, in modo ironico, aggiunge che ''l'ho condizionato cosi' bene che abbiamo perso, 1-3''.   ''Io sono stato sentito – ha proseguito il presidente della Reggina – dai collaboratori di Borrelli. Mi hanno chiesto se quella era la mia voce. Io ho confermato sottolineando che non volevo condizionare nessuno, ma invitare solo a una maggiore attenzione dopo i torti subiti. Penso di aver chiarito, di aver risposto correttamente alle domande che mi hanno posto: quelle erano normali telefonate che si inquadravano in una prassi abitudinaria sollecitata dagli stessi destinatari, cioe' dai disegnatori. D'altro canto la Federazione organizzava riunioni tra presidenti, capitani e arbitri proprio con l'obiettivo di favorire il dialogo. Poi, se dietro c'e' altro, io non so. Una cosa e' certa: se esisteva un sistema di potere, esso non faceva certo riferimento alla Reggina, un piccolo club, ma a societa' ben piu' grandi''. Foti nell'intervista affronta anche il tema dell'iscrizione allo scorso campionato di calcio. ''La storia e' questa. Noi – ha aggiunto – presentiamo alla Covisoc un documento dal quale emerge che l'Agenzia delle Entrate ci concede di estinguere il nostro debito fiscale nell'arco di cinque anni distribuendolo su sessanta rate mensili. Dopo un mese si scatena una bagarre politica con alcuni esponenti della Lega Nord in prima linea. A quel punto, per tagliare la testa al toro, la Reggina rinuncia alla rateizzazione ed estingue in contanti e in un'unica soluzione il debito''. Foti affronta anche il tema delle accuse mosse alla Reggina dall'ex presidente del Bologna Gazzoni Fascara. ''Gazzoni – sostiene Foti – e' da un anno che insiste, e' andato anche alla Procura di Napoli. Sta cercando un risarcimento. Ma Federazione e Covisoc non hanno commesso alcuna irregolarita' visto che c'era il documento ufficiale di una istituzione statale. Il problema era solo tra Agenzia delle Entrate e Reggina e quel problema e' stato risolto con il pagamento in contanti del debito''.   Ed infine la vicenda del presunto sequestro dell'arbitro Paparesta. ''A Napoli il mio club – ha ricordato Foti – e' stato ascoltato come testimone. Ma noi la partita l'avevamo vinta e di quel caos non eravamo certo responsabili''. Quanto alla partita Reggina-Lazio, ''Lotito ci tira in ballo – ha concluso – strumentalmente. Non accadde assolutamente nulla, se non qualche screzio tra Martino ex della Reggina e in quel momento ds della Lazio, e alcuni addetti allo stadio. Non ho nulla contro la squadra romana, ma non mi va che la Reggina venga tirata sempre in ballo. Noi non citiamo certo Lazio-Reggina dell'andata, quando Simone Inzaghi e' caduto addosso a Cannarsa e Trefoloni diede il rigore che ci condanno' alla sconfitta''. (ANSA).