E’ stata un’estate complessa quella del Crotone.  L’idea di poter rigiocare la Serie A ai danni di un Chievo ( a quanto pare dalle ultime sanzioni) non immacolato sotto il profilo della gestione amministrativa aveva regalato l’illusione di un ripescaggio mai arrivato.

Il Crotone, probabilmente, quella fase la sta pagando in quest’avvio di  campionato che non è stato quello che ci si aspettava.  C’è ancora tempo e margine per ritrovare la via dell’alta classifica, ma bisogna fare alla svelta.

In soccorso della squadra di Stroppa, in attesa delle risposte sul campo, arrivano due eventi contigenti.

La scelta di capitan Galardo, ex calciatore e bandiera pitagorica, come club manager significa mettere al fianco dei calciatori una figura che, meglio di chiunque altro, è in grado di spiegare cosa significhi indossare la maglia pitagorica.

L’altro, invece, è il fatto che il Tar ha definitivamente accolto il ricorso che mette l’Ezio Scida al riparo da qualsiasi necessità di intervento dettato dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici.

Le strutture installate per ampliare la capienza non danneggiano la zona ad interesse storico-architettonico, pertanto la struttura che ospita le gare interne delle gare di Stroppa non subirà alcun tipo di intervento.