Il Crotone ha tante virtù, ma non è stato fortunato con ciò che, negli ultimi tempi, si è verificato nei tribunali o comunque in tavoli che esulano dal terreno di gioco.  La questione fideiussione che ha riguardato il Chievo è suonata come una beffa.  E poi c’era il problema stadio.

Lo “Scida” sorge in un’area ad alto interesse archeologico, questo aveva indotto la Sovrintendenza dei Beni Culturali a chiedere la rimozione delle strutture mobili che erano state installate per rendere lo stadio pitagorico sufficientemente capiente per ospitare una gara di Serie A.

La partita è passata al Tar ed, in attesa che il Tribunale Amministrativo Regionale, entri nel merito, la società pitagorica è riuscita ad incassare una vittoria importante, ossia il riconoscimento del fatto che le attuali installazione non danneggiano i reperti.

Il lavoro degli avvocati Cretella e Manca avrà una risposta definitiva solo tra una settimana, ma dovendosi sbilanciare appare sempre più probabile che tutti i 16.000 posti dello stadio possano tornare ad essere usufruibili nella loro interezza.

Un’affermazione che sarebbe importante soprattutto nell’ottica di un eventuale ritorno in Serie A in cui tornerebbe ad essere necessaria una capienza minima di oltre 15.000 posti per poter disputare le partite di massima serie in casa.