Quando qualcuno si chiede come abbia fatto una città di settantamila abitanti della zona più povera d’Italia a partecipare con grande dignità al gran ballo del big del calcio nostrano conviene rispondere con due nomi. Anzi due cogno: quello della famiglia Vrenne e del direttore sportivo Beppe Ursino.
Un binominio che ha regalato il paradiso a Crotone e anche dopo l’ultima caduta ha tutte le carte in regole per far rialzare i rossoblu.
L’ultima grande intuizione si chiama Simy.
E’ stato scovato quando giocava nella Serie B portoghese.
Non lo conosceva nessuno. Anzi no, Beppe Ursino si.
Quei venti gol e le sue prestazioni erano un biglietto da visita sufficiente per far capire al direttore sportivo di Roccella che c’erano i requisiti minimi per puntare su di lui.
Morale della favola: dopo un anno di apprendistato, il gigante nigeriano per poco non ha trascinato alla salvezza i calabresi.
Ora andrà ai mondiali e a Crotone si è di due cuori: sperare che si metta in luce e che venga ceduto con cifre a sei zeri o che non trovi molto spazio per tenerlo in B.
Crotone tutta si metterà tutta e si godrà l’idea di aver fatto crescere un giocatore fino a farlo diventare da Coppa del Mondo.