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Crotone, il futuro passa dalla conferma di Drago

di Michele Favano – Un sogno svanito, una grande stagione che i tifosi pitagorici avrebbero voluto trasformare in indimenticabile. Il Crotone cade al primo turno dei play off, nonostante il vantaggio di poter giocare la sfida diretta con il Bari davanti al pubblico amico. Un inizio promettente, poi il gol di Galano a far perdere certezze e convinzioni alla compagine di Drago, una questione di centimetri nelle due grandi occasioni fallite, il crollo nel finale. La favola del Bari continua, quella dei rossoblu si ferma. Con Bruno Palermo, telecronista Sky per le partite interne del Crotone, proviamo ad analizzare il perché della sconfitta ed a farci raccontare gli stati d’animo di società, tecnico, giocatori e tifosi.
D) Non è bastato uno Scida gremito ed il grande incitamento del pubblico per avere ragione di un Bari sempre più sorprendente.
R) La partita contro il Bari è stata esattamente lo specchio del campionato del Crotone. Tanto gioco, anche molto bello, ma poca concretizzazione. E come è accaduto in diverse partite di campionato il Crotone ha iniziato meglio, giocando nella metà campo del Bari per circa 25 minuti, poi sono usciti i pugliesi che hanno messo in campo tanta fisicità, soprattutto in attacco. Non è bastato l’apporto dei diecimila dello Scida e anzi, chissà che non sia stato deleterio per i tanti giovanotti di Drago che forse hanno sentito troppo la pressione. Quello del Crotone resta comunque un campionato storico: 63 punti, sesto posto in classifica e con la possibilità di giocarsi la Serie A. Va aggiunto che Drago è stato premiato da 17 suoi colleghi di B su 20 come il miglior allenatore della stagione. Il Bari sta letteralmente volando e trova, ovviamente, i favori anche di gran parte dei media che non vedono l’ora di riavere una piazza così importante in Serie A, atteso che col Catania in B resterebbe solo il Palermo a rappresentare la parte sotto Napoli.
D) I numeri erano tutti dalla parte dei rossoblu che, nell’arco della stagione, avevano vinto dieci volte in casa e pareggiato sette, riuscendo anche a collocarsi al sesto posto nella classifica delle reti realizzate.
R) La partita dei play off è una storia a parte. Non conta più quello che hai fatto in campionato, non conta che non hai perso né all’andata né al ritorno. Partita secca e in genere chi segna prima vince. Forse l’impatto emotivo dopo il gol di Galano è stato troppo forte per i ragazzi di Drago che, comunque, sia prima della chiusura del tempo, sia nella seconda frazione, hanno avuto le occasioni per riequilibrare il match. Al Crotone forse è mancata la cattiveria giusta in una partita in cui l’esperienza contava molto. E il Bari di esperienza ne aveva decisamente di più. Se a questo aggiungiamo lo stato di grazia in cui si trova la squadra di Alberti il quadro è fatto.
D) Cosa non ha funzionato. Pensi che il fattore emotivo abbia potuto determinare il comportamento della squadra che, comunque, aveva iniziato il match in maniera decisa e mettendo in forte difficoltà il Bari?
R) In parte credo di aver già risposto a questa domanda nelle cose dette in precedenza. Il Crotone è partito forte, ha messo in notevole difficoltà il Bari che non riusciva a trovare le contromisure agli inserimenti di Dezi sulla destra per esempio. Non riusciva ad arginare lo strapotere tecnico di Bidaoui e Mazzotta sulla sinistra. Se in quel frangente la squadra di Drago avesse trovato la soluzione giusta per arrivare in porta, forse avremmo parlato di un’altra partita, ma è andata diversamente. Credo che il gol di Galano, su una indecisione di Del Prete (uno dei migliori della stagione), abbia segnato un po’ il morale dei più giovani.
D) Anche la sfortuna ha recitato una parte determinante. Almeno due le occasioni clamorose per la squadra di Drago.
R) In effetti il Crotone ha avuto una ghiottissima occasione nel primo tempo su un calcio d’angolo nel quale né Suagher né Crisetig sono riusciti a toccare il pallone che è sfilato di pochissimo fuori. Poi in chiusura di partita il salvataggio di Sabelli sulla linea a Guarna battuto, credo che abbia tagliato definitivamente le gambe ai rossoblù che subito dopo hanno subito il 2-0. Forse sull’uno a zero ci stava l’espulsione di Zanon per due falli identici, il primo è costato il giallo, mentre sul secondo Candussio ha fischiato solo la punizione, ma non è certo per questo che il Crotone ha perso.
D) Rimane comunque una stagione esaltante o ritieni che questo passo falso possa in qualche modo lasciare una forte traccia?
R) Credo che la reazione dei diecimila dello Scida a fine partita sia il segno di quanto bella sia stata la stagione del Crotone e risponda anche a questa domanda. Tutti in piedi ad applaudire squadra, staff tecnico e società. Una dimostrazione di quanto bene abbiano fatto questi ragazzi. Ad inizio stagione nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul Crotone sesto a fine campionato, anzi molti “scienziati” addetti ai lavori avevano dato pagelle che non andavano oltre 5.5 alla squadra di Drago. Occorrerà far capire ai calciatori del Crotone, soprattutto ai più giovani, una volta passata l’amarezza, che questa appena trascorsa è stata una stagione straordinaria. Molti di loro il prossimo anno potrebbero giocare in Serie A e l’esperienza di Crotone gli sarà servita e se la porteranno dietro per sempre. Come è accaduto per Daniele Gastaldello, Antonio Mirante, Alessandro Florenzi, Nicola Sansone e tanti altri.
D) Da dove e da chi si ripartirà?
R) Si ripartirà puntando a trattenere Massimo Drago e provando a mettergli a disposizione una rosa con più possibilità di scelta. Trattenere Drago sarà il primo passo e forse il più difficile. Il tecnico crotonese ha suscitato l’interesse di tante società sia di Serie A che di Serie B. Vedremo cosa accadrà e in base a questo ci si muoverà. Ci sono da risolvere alcune comproprietà importanti come quella di Dezi che potrebbe restare ancora a Crotone, ma al momento è presto per immaginare scenari futuri. Di certo sarà difficile ripetersi, anche se la storia recente insegna che invece altre formazioni si sono migliorate, come l’Empoli, il Sassuolo e la Sampdoria, che nel giro di un anno sono riuscite a far meglio della stagione precedente.
D) Dal prossimo calcio mercato ci dobbiamo aspettare il solito Crotone e cioè una società capace di individuare giovani talenti provenienti dalle grandi squadre e puntare alla loro valorizzazione?
R) Direi di si. Questa è la politica della società e non può essere altrimenti. Crotone non è Bari, non è Modena e non è nemmeno Palermo. É una piccola realtà che sta benissimo in Serie B e riesce a tirare fuori talenti ogni anno. È troppo importante il bilancio, così come è importante l’equilibrio nello spogliatoio. Se hai un calciatore che guadagna 70mila euro, non ne puoi avere un altro che ne guadagna 300 mila. Il Crotone è rimasto dov’è proprio per le sue scelte societarie e la sua politica nell’allestire la squadra e del resto la società rossoblù si è attirata le simpatie e la stima di tantissimi club anche esteri, proprio per la sua volontà di far giocare i giovani. Anzi, questo fine settimana Massimo Drago, che resterà oppure no a Crotone, sarà a Rimini, insieme ad una parte dello staff societario, per vedere le finali scudetto del campionato Primavera. Si torna subito al lavoro, anche perché non c’è molto tempo. Tra un mese circa si riparte per il ritiro.
D) Dalla prossima serie B mancherà la Reggina, sarà solo il Crotone a rappresentare la Calabria in cadetteria…
R) Questo a mio parere è un grosso danno di immagine per la Calabria e per il calcio calabrese. Noi addetti ai lavori vorremmo avere tutte le squadre calabresi tra Serie A e Serie B, sarebbe una cosa straordinaria. Immaginare di spostarsi ogni fine settimana per lavorare su partite di altissimo livello credo sia il sogno di ogni giornalista sportivo calabrese. Ci sarà una splendida Lega Pro Prima Divisione con quattro squadre calabresi. Io spero vivamente che tutte riescano a fare un grande campionato, e che alla fine questa categoria possa parlare con un marcato accento calabrese. Il che significherebbe avere altre squadre tra due stagioni in Serie B. Speriamo e ad maiora Calabria.