La coreografia offerta dalla tifoseria pitagorica contro la Lazio non è che l’ultima manifestazione di un sostengo straordinario che la città di Crotone ha riservato alla sua squadra.

Crotone non merita la B.  Non la meriterebbe per come ha giocato in casa al Bentegodi contro il Chievo. Non lo meriterebbe perché nel calcio ha trovato una molla per risollevare la testa anche nel sociale.

Ci sono novanta minuti da giocare, allo scadere dei quali il destino sarà noto.    Comunque vada sarà stato un successo.  Lo sarà perché Crotone ha riscoperto se stessa, ha duellato con i grandi del calcio italiano a testa alta e ci può stare che all’ultimo minuto dell’ultima giornata possa conoscere un piccolo passo indietro.

Soprattutto se si considera che, eventualmente, che la tifoseria può contare su una dirigenza che saprebbe come tornare a offrire immediatamente soddisfazioni alla piazza.

Aver portato in Calabria un personaggio come Walter Zenga, conosciuto a livello mondiale, non è stata che l’ultima nota di un percorso straordinario destinato, comunque vada, a proseguire.

E’ giusto che lo sappiano i tifosi, mentre  tocca ai giocatori non pensarlo.  Loro dovranno dare tutto quello che hanno in corpo, come se fosse una questione di vita o di morte.

Bisogna vincere a Napoli, bisogna farlo immaginando che possa finire come l’anno scorso.