Torna il campionato per il Cosenza dopo il turno di riposo della scorsa settimana. Parla mister Braglia prima della gara con il Bisceglie: «In quelle tre partite ho fatto delle scelte basate su quanto visto, ora ho avuto due settimane per studiare i ragazzi e sto vedendo una buona squadra con persone che se hanno in testa determinati obiettivi possono fare bene: in questo campionato non vince sempre la squadra più dotata tecnicamente, ma chi dà sempre il massimo, non possiamo alternare prestazioni o giocare solo per un’ora.

Quando abbiamo fatto i giorni di lavoro successivi alla Casertana ho visto i ragazzi non al massimo, dopo i tre giorni di pausa li ho rivisti meglio, si sono impegnati ed hanno dato il massimo: domani voglio vedere cattiveria, determinazione, rabbia, tutte caratteristiche che forse finora non abbiamo avuto. Noi in genere non facciamo quasi mai fallo e, quando lo facciamo, è inutile, come con l’avversario spalle alla porta: più cattiveria ed anche più attenzione.

Il Bisceglie è una squadra rognosa, di categoria, fisica, ma lo sapevamo già perché Roberto Occhiuzzi non lascia mai nulla al caso da questo punto di vista, il problema è che poi non va lui in campo, vanno i ragazzi e li metto in campo io. Giocherà Mungo dietro le due punte, per il resto vedremo: qualcosa dovrà essere fatto, vedremo se riusciremo a recuperare qualcuno altrimenti andremo avanti ugualmente, non fa bene piangersi addosso. Pascali? Non solo lui, ci sono tanti che hanno accusato altri problemi.

Io vorrei rivedere i ragazzi come li ho visti l’anno scorso, c’è qualcuno che è irriconoscibile caratterialmente e mentalmente, non possiamo perdere una partita in casa 0-3 così passivamente davanti alla nostra gente: una squadra in quel modo non la voglio più vedere, voglio una squadra tosta, in C funziona così e se qualcuno pensa di giocare da un’altra parte si sbaglia e si sbaglia di grosso.

Dobbiamo stare zitti, lavorare e risolvere i problemi che abbiamo, perché li abbiamo. Trovato è un ragazzo con personalità ed un ottimo piede, Pasqualoni e Boniotti devono crescere da un punto di vista della personalità: coi nomi non si gioca, si gioca con le prestazioni».