“Stasera siamo stati imbarazzanti, non mi è piaciuto né l’atteggiamento né la partita, fin dall’inizio loro erano più pronti di noi sia agonisticamente che tatticamente, bisogna solo chiedere scusa ai tifosi perché io sarei andato via se fossi stato in loro: prestazioni così non sono tollerabili. Non si possono fare questi errori, non accetto queste cose”.

Atteggiamento imbarazzante e soliti errori clamorosi

Vanno analizzate profondamente le dichiarazioni di mister Braglia a fine gara. Perché ricalcano in maniera profonda quello che è il comportamento del Cosenza nell’arco di questa prima parte di stagione. Atteggiamenti imbarazzanti, errori clamorosi, cali mentali mostruosi nel momento in cui si inizia a fare fatica rispetto a quanto preparato nel corso della settimana.

Cosa è cambiato in soli quattro giorni?

In parte comprensibile fino a qualche partita addietro compresa la sfida interna con il Catania, inaccettabile se gli stessi comportamenti arrivano dopo un derby vinto a Reggio Calabria, uno spirito ritrovato insieme alla organizzazione di gioco ed una condizione psicologica ideale per dare continuità davanti al pubblico di casa. Avevamo esaltato la prestazione al Granillo per capacità della squadra nel mettere in campo forza tecnica e fisica, per la bravura di Braglia nel modificare una situazione che stava rischiando di diventare pericolosa, oggi, purtroppo, è quasi un obbligo tornare a farsi delle domande ed invitare tecnico e giocatori ad una riflessione profonda del momento.

I play off non sono un fatto scontato

Perché simili comportamenti potrebbero diventare motivo dominante di una stagione che, invece, a Cosenza tutti immaginano diversa. In panchina c’è l’allenatore migliore per riuscire a venire fuori da simili situazioni, purchè vi sia un gruppo di giocatori disposto a mantenere attenzione, concentrazione e determinazione continua. Non ci si culli troppo sull’idea che, a prescindere da questo inizio, la squadra comunque farà i play off, sarebbe l’errore principale e quello più grave.