Il Cosenza, stavolta, la storia l’ha riscritta davvero.  Era già successo nella passata stagione: il tris rifilato al Ceravolo al Catanzaro era stato il primo segnale che violare il terreno delle aquile dopo decenni poteva essere il viatico per intraprendere un percorso che, nel giro di pochi anni, possa riportare i lupi in una dimensione a loro più consona.

E’ accaduto di nuovo: stavolta al Granillo, una gioia incredible per gli 87 affezionati presenti nel settore ospiti. Dopo 58 anni anche il suolo del Granillo, maledetto per i rossoblu, ha visto piantata una bandiera cosentina-

Cosenza: un calcio alla cabala

Alla ripresa degli allenamenti c’era una serenità che non si vedeva da tempo. I due punti in sei partite avevano alimentato le facce tristi ed i malumori. La prodezza di Mendicino, invece, potrebbe aver fatto svoltare definitivamente la stagione.  Vincere al Granillo significa aver dato un segnale, non solo al campionato, ma forse anche ad una rivale di sempre.

Oggi, dopo almeno un ventennio, chi comanda è davvero il Cosenza.  Una vittoria strappata con le unghie e con i denti, con la consapevolezza di essere più forti sotto ogni punto di vista.

Cosenza: la Reggina ora è di un livello inferiore

Una vittoria dovuta e per questo ancora più bella e godibile.   Ancora più soddisfacente, perchè c’è l’idea che difficilmente gli amaranto arriveranno ai rossoblu in classifica, sebbene ancora la classifica dica il contrario. Un successo da godere a lungo che non ripaga forse dei cinquantotto anni di attesa, ma è sufficiente per rimettere gli uomini di Braglia nelle condizioni di rimontare una classifica che non rispecchia fedelmente il valore di una squadra di vertice come i lupi.