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Pallacanestro Viola – Calafiore nuovo team manager

Un volto più che noto agli appassionati di basket reggini (e non solo) è quello di Franco Calafiore, che si è aggregato allo staff di primo livello che la Viola sta costruendo.

Un vero cuore neroarancio fin da ragazzo, muove i primi passi nel mondo cestistico negli anni del Piria, agli ordini del coach cui è dedicato il palazzetto dello sport di Pentimele, il suo omonimo Franco Calafiore. Accanto a lui, in quella squadra, i giocatori che hanno fatto la storia degli albori cestistici in riva allo stretto, come Santo Versace e Filippo Sauleo.

Un amore, quello per la canotta neroarancio e la palla a spicchi, che Franco Calafiore ha coltivato per tutta la vita: dirigente della Viola negli anni ruggenti, dal 1980 al 1994: erano gli anni d’oro e l’impegno del dirigente sportivo ha conseguito risultati eccellenti.

Forte di un ottimo rapporto coi tifosi, primo fra tutti il compianto Massimo Rappoccio, fu uno degli artefici della vittoria del Premio Glaxo per il miglior pubblico: un trionfo dai grandi risvolti sociali che consentì alla compagine neroarancio di regalare agli ospedali Riuniti di Reggio Calabria un’autoambulanza neonatologica, consegnata nelle mani dell’allora primario, il compianto dottor Pasquale Serrao.

Solo un aneddoto, questo, per inquadrare la figura di un dirigente che porta i colori della Viola marchiati sul cuore: «Sono felice di avere ripreso questo percorso – ha dichiarato – Sono entusiasta di un progetto che vedo come innovativo e in linea con la tradizione di valori che la Viola porta con sé. Sarà bello lavorare per questa società al fianco del Trust, al fianco di Giuse Barrile con cui già collaborai alla redazione dell’house organ “Jump”. Stiamo già lavorando alacremente e mi trovo benissimo con coach Paolo Moretti e col presidente Carmelo Laganà. Speriamo di portare buoni frutti, soprattutto per i tifosi».

«Oggi – conclude Calafiore – è un giorno importante per la nostra comunità: l’inizio delle festività mariane. Per parafrasare il poeta, “Cu terremoti, cu guerra e cu paci, sta festa si fici e sta festa si faci”. Mi sembra un ottimo viatico per riprendere la gloriosa storia della nostra squadra, un augurio per questo nuovo corso».