Tutto è partito dall’esigenza di un territorio: la Calabria del basket –  domenica 22 Ottobre è un giorno molto importante per la Fip Calabria e per tutto il movimento “Basket”.
Inizia il percorso denominato Progetto Giovani Calabria.
Un progetto “nuovo di zecca” ideato dal Referente Tecnico Territoriale Simona Pronestì ed approvato dal direttivo federale presieduto da Paolo Surace.
Nell’ambito del progetto formativo che vede coinvolgere i nati nel 2005, e che avrà come atto conclusivo la tappa del Trofeo delle Regioni del 2019.
E’ stata pianificata un’attività che proverà a convogliare tutto il territorio calabrese, dando, non solo supporto da un punto di vista tecnico, ma soprattutto enfasi e partecipazione al nostro movimento giovanile.
“La regione –ha commentato l’Rtt Simona Pronestì –  ha la necessità di un progetto simile che si vada ad aggiungere al percorso delle partite federali.
Il confronto è fondamentale, idem la collaborazione.
Domenica c’è lo start a Lamezia.
Inizieremo con la progettualità dedicata al comprensorio lametino-catanzarese che si propone fino a Crotone.
Mi auguro che alla presentazione possano essere presenti la maggior parte degli addetti ai lavori per confrontarci ed eventualmente chiarire gli obiettivi comuni”.

La Calabria cestistica sarà divisa in quattro dipartimenti: blue conference, yellow conference, red conference, green conference.
Ogni “conferences”  è composta da tre allenatori, un dirigente e da sedici atleti nati nel 2005.
I sedici atleti saranno scelti attraverso delle selezioni provinciali alle quali saranno presenti un rappresentante del Comitato, RTT (Referente Tecnico Territoriale), RFT (Referente della preparazione fisica) e staff provinciale.
Punto cardine del progetto sarà il Conference Tournament, torneo con girone all’italiana, con gare di andata e ritorno.

Come stanno rispondendo gli addetti ai lavori?
“C’è tanto entusiasmo.
Le persone che sono state chiamate e che verranno coinvolte hanno risposto con grandi motivazioni.
La Calabria ha tanta voglia di far bene: qualche regione  ci ha un po’ invidiato questo tentativo di inizio ma adesso tocca a noi.
Bisogna operare con continuità seguendo idee ed obiettivi ed entusiasmandosi”.
Vi siete dati un timing?
“Compiere un’impresa per una volta è semplice e forse tutti possono farla.
Dare continuità nel tempo a sogni come quello che vogliamo portare a termine sarebbe fantastico.
Partiamo con i 2005 cercando la giusta solidità nel progetto ma l’idea è quella di continuare anno dopo anno: l’idea è quella di integrare il lavoro delle conferences con il lavoro parallelo sulle rappresentative.
Le due vie fanno parte di due strade differenti che si uniscono per un obiettivo comune.
Idem per il lavoro coordinato con il Cia per quanto riguarda il settore arbitri ed il Cna per il settore allenatori: siamo tutti tasselli fondamentali di questo movimento.
Io credo che noi tutti siamo componenti di una grande famiglia: siamo dei compartimenti differenti ma abbiamo tutti un unico scopo.
Per crescere è necessario che tutti gli elementi migliorino.
Non credo nella crescita di un singolo compartimento: possiamo avere i più grandi arbitri del mondo o i più grandi giocatori del mondo ma se non avremo grandi allenatori o ufficiali di campo efficienti non raggiungeremo il nostro obiettivo.
Altra componente importante sono i genitori dei ragazzi: mi piacerebbe coinvolgerli nei nostri progetti. Secondo me sono la linfa vitale nel sostegno dei ragazzi”.