di Giuseppe Calabrò – Un curriculum voluminoso, “cattedratico” (diverse pubblicazioni), esperienze estere, il romano Antonio
Antonucci dovrebbe essere l’uomo della “svolta” per raddrizzare una stagione iniziata male, tre cambi
tecnici in meno di tre mesi.
Si può sbagliare nelle scelte, è umano, chi opera è sempre al vaglio di critiche ( costruttive !), la società
in questi sette anni alla fine è sempre risuscita a portare a compimento il suo obiettivo. E questo è un
dato di merito per una società che con le strutturali ristrettezze economiche è stata antesignana di
progetti. La splendida struttura del Lo Presti è stata riaperta al pubblico con capienza limitata.
Ma torniamo all’aspetto prettamente tecnico. Il momento è particolare, delicato, quindi, sia la società che
la squadra deve essere incoraggiata e sostenuta.
Contro lo Scalea la prestazione è stata incolore, non ci è piaciuto l’atteggiamento, lo spirito di reazione,
bisogna recuperare qualche giocatore sul piano fisico e mentale .
Basterà il solo Antonucci a invertire il trend negativo ? Lo “scossone” risveglierà i giocatori chiamati adesso
a dare il meglio di se stessi. I numeri sono eloquenti, 4 sconfitte, un pareggio, una vittoria esterna a Cutro.
Soli 4 reti realizzate, 13 subite. I ribaltoni tecnici hanno influito nelle prestazioni. Dei nuovi arrivati si
pretende qualcosa in più, ma adesso c’è solo da guardare avanti con serenità e coesione.
Il neo tecnico Antonucci cercherà rinforzi? O l’attuale organico è nelle possibilità di rialzarsi
autonomamente ? Probabilmente per motivi di lavoro il duttile Totò Cormaci non continuerà a giocare.
In difesa, forse, un difensore , un centrocampista e una prima punta Fra gli svincolati adesso o nel mercato
di riparazione a dicembre. Chissà…. Intanto c’è da augurare ad Antonucci buon lavoro, il sostegno di
tutti,ritorna in Calabria dopo 16 anni, è stato anche tecnico delle giovanili della Reggina nel 2001.