Il Catania, ad un certo punto, immaginava che il ripescaggio in Serie B fosse solo una formalità.  Il ricorso del Novara che, di fatto, aveva azzerato i paletti che estrometteva dalla corsa le squadre che avessero avuto inadempienze economiche nel biennio precedente aveva schiuso le porte della cadetteria ai rossazzurri.

Considerato il risultato sportivo della passata stagione, la tradizione, il blasone, il bacino d’utenza e l’affluenza allo stadio, gli etnei non avevano rivali.

Il blocco dei ripescaggi ha però sparigliato le carte e da ormai diverse settimane le dichiarazioni di Lo Monaco sono al vetriolo nei confronti del sistema.   All’amministratore delegato non va proprio giù il fatto che la discussione dei ripescaggi possa avvenire il prossimo 7 settembre, troppo a ridosso dell’eventuale avvio dei tornei (a proposito: nessuno sa quando la C inizierà.).

“La data scelta per la discussione dei ripescaggi mi fa pensare, un po’ come se l’epilogo fosse scontato. Il calcio italiano è in mano a pupari che stanno portando il sistema allo fascio. Prima andremo al Tribunale Federale Nazionale presentando motivazioni corpose, succssivamente passeremo al campo penale dove perseguiremo chi ha generato questo caos. Una B a 19 squade non sta in piedi. Dovrebbe intervenire lo Stato”.

E po va giù duro: “Fabbricini ha cambiato rotta. La Figc ha cambiato le Noif e non esiste più. Abbiamo presentato istanza la Governo affincé venga rimosso”.