Il Milan vive una fase in cui si prepara  al nuovo corso  Quella matrice calabrese che il club rossonero aveva acquisito con il ds  e l’allenatore, intervallata dall’infiltrato Fassone, potrebbe essere solo un ricordo.

Iniziano, infatti, a farsi costanti i rumors secondo cui presto all’interno del sodalizio rossonero potrebbe aver luogo un ribaltone societario.  L’azionista di maggioranza Li non si è reso protagonista dell’aumento di capitale necessario ai costi di gestione milanisti. La liquidità nelle casse sarà data dal Fondo Elliott, già ente creditizio erogatore degli attuali prestiti che gravano sul bilancio.

Il tempo scorre

L’uomo d’affari asiatico adesso ha quindici giorni di tempo per risarcire il fondo, altrimenti il club in pegno finirebbe nelle mani dell’ente. A quel punto, non essendoci i tempi per un’immediata rivendita, il Milan dovrebbe essere gestito da Elliot che sarebbe pronto a cambiare in maniera considerevole i quadri dirigenziali e tecnici. Un destino che potrebbe accomunare anche l’eventuale entrata di possibili investitori americani annunciati.

 

Milan: chi può arrivare

A quel punto sarebbero molto a rischio sia le posizioni dei due calabresi che quella di Fassone.  L’amministratore delegato, il direttore sportivo ed il tecnico sarebbero le teste da far saltare per dare un nuovo inizio al Milan. L’idea è quella di affidarsi a facce che conoscono bene l’ambiente rossonero e che potrebbero aumentare la popolarità tra i tifosi.  Torna, ad esempio, attuale il nome di Paolo Maldini, ma anche quello di Umberto Gandini.   Per la panchina lo spettro che aleggia maggiormente su Rino Gattuso è quello di Antonio Conte. Paradossalmente si tratterebbe del tecnico che ha già fatto quello che si chiede a chi guida il Milan: traghettare un club blasonato dall’oblio in cui è finito a tornare vincente.    Esattamente l’operazione perfettamente riuscita al trainer salentino con la Juventus, presa quando era reduce da due settimi posti.