Più o meno una decina sono i club che ogni estate rinunciano all’iscrizizone ai campionati professionistici poiché sommersi dai debiti.
Ci sono poi altri che fanno i salti mortali per ottenere la licenza, ma è solo questione di tempo perchè le porte dell’Inferno sono destinate ad aprirasi.
E’ un po’ quello che sta succedendo a Modena. Il club ha subito la penalizzazione di un punto per non aver disputato la partita contro l’Albinoleffe e quella con il Mestre, perse ovviamente entrambe a tavolino.
Dopo otto giornate è ultimo a -1, con otto sconfitte su otto partite. Alla quarta subirebbero l’estromissione dal campionato.
C’è una nuova proprietà ma rimontare i problemi non sarà facile. Il Comune ha sfrattato il club per un debito da seicentomila euro e prima di poter giocare al Braglia occorrerà versare la cifra nelle casse comunali.
Nel frattempo il Comune ha concesso tre giorni per sgomberare tutti i locali dell’impianto.
Per tornare a galla, bisognerà coprire un debito che si quantifica attorno ia cinque milioni.
Lunedì, invece, è attesa un’altra prova di forza economica per la società: servono oltre trecentomila euro da versare per pagare contributi e stipendi dei tesserati per luglio e agosto.
Altri ritardi comporterebbero penalizzazioni ulteriori.
A Modena faticano a credere ad una rinascita che non passi da una non iscrizione.
Urge, dunque, una riforma dei campionati, dove solamente chi è nelle condizioni di affrontare un campionato professionistico potrà accedervi.