Riceviamo e pubblichiamo:

In relazione alla notizia circa la giunta nazionale del CONI a Reggio del 21/11/2018 ed in particolare sui trionfali annunci riferiti alla “nuova” piscina comunale vorrei esprimere una riflessione da sportivo e da cittadino contribuente.

Nella prima veste, di sportivo, dovrei riconoscermi nell’opera del CONI e quindi di Malagò e Condipodero; nella seconda, di cittadino contribuente, nelle imprese del mio sindaco Falcomatà, ma devo precisare che nessuno di questi personaggi rappresenta i miei ideali ne’ da sportivo ne’ da cittadino. Se hanno deciso di salire sul pulpito è bene che anche loro stiano a sentire qualcuno della platea.

Il sindaco in questa occasione sul pulpito c’è voluto salire per ragioni ovvie di campagna elettorale, ma non comprendo come mai abbia deciso di farlo al fianco di Malagò che, viste le recenti avvisaglie da parte del governo, non sembra avere un futuro molto roseo al CONI, anzi forse non ha proprio un futuro. Proprio questo aspetto, la dice lunga sulle reali possibilità che quanto annunciato in pompa magna venga realizzato nei prossimi anni.

A Condipodero è stato più volte fatto notare da più parti che il progetto che ha portato avanti è quello di una piscina che fa acqua da tutte le parti, ma evidentemente si è imborghesito, ormai è sensibile solo alle sollecitazioni che arrivano dai piani alti e sembra aver dimenticato di aver calcato i campi da sportivo.

Spiego meglio il mio punto di vista.

I fatti dicono che, anche al capitolo piscine, Reggio è depressa. Al momento esistono una serie di impianti privati con una vasca dentro, impropriamente denominata piscina, e due impianti con piscina “regolamentare” indoor da 25 metri intendendo con ciò una piscina indoor omologata per le manifestazioni agonistiche FIN (Federazione Italiana Nuoto): la piscina comunale del Parco Caserta e la piscina privata annessa all’Hotel APAN. Entrambe molto belle e confortevoli, sono gestite, più o meno bene, da privati e sono facilmente raggiungibili grazie alla collocazione logistica nei pressi di svincoli autostradali, ma allo stesso tempo immerse nel territorio cittadino.

Qual’è il problema? Nella nostra città qualcuno ha il “vizio” di fare nuoto agonistico. Questo forse il sindaco neanche lo sa e tutto sommato, con i mille problemi della città potrebbe anche non saperlo o ritenerlo questione di secondo piano, ma i suoi “compagni di pulpito” Malagò, presidente nazionale del CONI, ed ancor di più Condipodero, presidente (reggino) del CONI regionale, non possono ignorare le attività sportive agonistiche e se decidono di venire a Reggio Calabria a fare annunci in pompa magna, ti aspetti che si studino almeno il “compitino”.

Studiando il “compitino” avrebbero appreso che l’attività natatoria agonistica a Reggio e provincia è praticata, grazie a Dio, da centinaia di ragazzi, tesserati FIN per diverse società, che giornalmente si allenano e si tengono impegnati in nome dello sport, che dietro di loro ci sono le rispettive famiglie che cercano, con lo sport, di educarli a competere secondo sani principi e di prepararli alla vita.

Il problema è che i nostri ragazzi, nonostante i sacrifici, sarebbero agonisti a metà, perché metà delle manifestazioni agonistiche si svolge in piscine da 50 metri ed a Reggio ed in tutta la provincia, o meglio in tutto il territorio della Città Metropolitana, non esiste una piscina da 50 metri, ne’ pubblica ne’ privata, ne’ indoor ne’ outdoor, in cui potersi allenare e poter ospitare, come avviene nei posti più sperduti della Calabria, manifestazioni agonistiche regionali, nazionali o internazionali.

Ma si sa che chi è “vizioso” trova sempre la via per soddisfare le proprie esigenze. Come fanno i “viziosi” del nuoto agonistico reggino?

Se con la buona stagione vi capita di traghettare verso la Sicilia, vi sarà anche capitato di vedere dei ragazzi in tenuta sportiva con larghe spalle e pesanti zaini, invadere i ponti delle navi, sbarcare a Messina e scarpinare sotto il sole verso la sua zona alta, sotto i piloni dell’autostrada, dove li attende una vecchia piscina da 50 metri da percorrere centinaia di volte. Quando tornano a casa, dopo aver speso soldi di tasca propria per traghettare, per nuotare (l’accesso alla piscina, nonostante siano dei tesserati, è ovviamente a pagamento) e per mangiare, sono felici di essere riusciti a “provare” la gara che prima o poi li aspetta in qualcuna delle piscine da 50 metri sparse per la Calabria (ce ne sono nei posti più impensabili) o nei mega impianti del nuoto ovunque in Italia e persino all’estero.

Si, qualcuno di questi imperdonabili ragazzi “viziosi” ci ha preso gusto ed ultimamente non gli basta più competere e vincere in Calabria, ma addirittura adesso inizia a competere e vincere anche nel resto dell’Italia e va anche all’estero.

Purtroppo alla fine il “vizio” si impossessa della persona e chi non si accontenta più di sacrificarsi per andare ad allenarsi a Messina preferisce migrare verso società più agiate, dove la piscina da 50 metri non è un miraggio, dove non sei costretto a faticare prima ancora di entrare in vasca e dove hai la possibilità di competere ad armi pari con gli altri concorrenti; e la famiglia va a farsi strabenedire.

Malagò e Condipodero, che il “compitino” non l’hanno neanche letto, pur consapevoli dei significati dello sport agonistico, evidentemente ignorano le reali carenze locali ed assieme ad un altrettanto ignorante sindaco, adesso sbandierano un progetto per la nuova piscina comunale: “non più un sogno, ma concretezza realizzabile entro il 2022”, ovvero i soldi del CONI per un inutile impianto destinato al nuoto amatoriale.

Ma poi dov’è il “nuovo”? Di nuovo non c’è nulla. Ci sono già due piscine da 25 metri e basterebbero a coprire le esigenze del nuoto amatoriale reggino, a cosa servirebbe farne un’altra uguale? Perché sperperare del denaro? Se piscina dev’essere, non sarebbe meglio sanare le reali carenze?

Cosa pensa di aver fatto di grande Malagò, cosa ha da esultare Condipodero e quale problema della nostra città pensa di aver risolto Falcomatà?

Condipodero dice: “La Giunta Nazionale del CONI non perde occasione per regalare sorrisi alla nostra terra”; verrebbe da dire che più che regalare sorrisi fanno sbellicare dal ridere!

Reggio Calabria, 25 Novembre 2018

 

Vincenzo Laurendi