Riceviamo e pubblichiamo:

Sono uno dei tanti appassionati che periodicamente la sera piace “scaricare” le tensioni di una giornata semplicemente correndo ( a me, ragazzo  ultra cinquantenne , piace dirlo ancora cosi e non  chiamarlo “footing”).

Ma, credo che,  in questa città, pian piano, non ci sarà consentito effettuare nemmeno questo.

Dalla prossima settimana, tra l’altro, ritornerà l’ora solare e praticamente alla 17.00 al campo Coni del rione Modena non sarà più possibile correre in modo amatoriale. Mi spiego meglio.

Da oltre due mesi, infatti, una parte del citato impianto di atletica è totalmente al buio. Non vi è luce in nessuno dei sette, dico sette e non settantasette, pali d’illuminazione posti all’esterno della pista  ove corrono coloro che con l’agonismo non  hanno nulla a che vedere,  ma credetemi sono tanti  e sono uno spettacolo. Ve ne sono di tutti i tipi e di tutte le età  (c’è già chi sin dal primo giro inizia col fiatone, c’è un signore quasi ottantenne col bastone che non molla mai, ci sono quelli con l’immancabile cuffietta con  in abbigliamento più variopinto,  ecc. ecc. ). Ebbene partendo dalla zona del cancello d’ingresso, per continuare a quelli che (un tempo) erano i campi da bocce e sino al punto più a sud, sempre all’esterno della pista, tutte le lampadine dei lampioni risultano…… FULMINATE e sia,o costretti a girare con la luce dei telefonini-torcia.

Ovviamente, diversi frequentatori,  li chiamiamoli “atleti ? ” forse è troppo, hanno chiesto al gentilissimo custode quale fosse il motivo di questa parziale oscurità ma la risposta, purtroppo, è stata “ho inviato a chi di competenza al Comune questa segnalazione ed ho anche avvisato che con l’oscurità qualche sera qualcuno si farà male, in quanto si rischia di inciampare nello sterrato ma….. non si è visto nessuno”.

E cosi la scorsa due settimane fa ho inondato anche io, il protocollo del Comune, l’assessorato allo sport, il Suo Dirigente ecc.. di e-mail segnalando la parziale oscurità del campo Coni ma “scuru era e ……….scuru ristau”

Mi chiedo ma è possibile che anche per sette, dico sette lampadine, in questa città per farsi ascoltare, bisogna scrivere ai giornali o fare un esposto ?

Ma cambiamole !!!!!!!!

 

 

Nuccio Malavenda