L’ha sbagliato agli europei di Londra nel 2016 dove ha conquistato l’argento. L’ha sbagliato di recente a Kiev dove si è piazzato quinto. Non l’ha sbagliato a Budapest, ed è stata la sliding door di Giovanni Tocci, medaglia di bronzo mondiale dal metro dietro ai cinesi Jianfeng Peng ed He Chao.

Il doppio e mezzo indietro raggruppato, terzo tuffo della serie, cambia le prospettive del cosentino, che, dopo una prima parte di gara regolare, esplode con due nove nel doppio e mezzo rovesciato raggruppato da 79,50 punti e con il triplo e mezzo avanti raggruppato da 75 punti per il quarto posto provvisorio a una tornata dalla fine. Il bronzo è cosa tra lui e il 28enne Patrick Hausding, avanti 45 centesimi di punto, ma soprattutto mai sul podio individuale ai mondiali malgrado due medaglie nel sincro 3m e 10m, il bronzo olimpico appena conquistato dai 3m e l’argento nel sincro 10m di Pechino 2008 e 28 medaglie europee. Spavalderia contro esperienza.

Il doppio e mezzo rovesciato carpiato da 3.2 è ben eseguito dal tedesco che ottiene 76,80 punti; ma il doppio e mezzo ritornato raggruppato da 3.1 dell’azzurro è da antologia: 82,15 punti e medaglia sicura con 444,25 punti! Avanti a Giovanni Tocci – prossimo ai 23 anni che compirà il 31 agosto, tesserato per Esercito e Cosenza Nuoto ed allenato da Lyubov Barsukova – ci sono solo i due cinesi e neanche tanto lontani. Peng d’oro con 448,40 e Chao d’argento con 447,20.
Dieci anni dopo l’exploit di Christopher Sacchin, l’Italia dei tuffi torna sul podo iridato nel trampolino 1m maschile. E’ la prima volta che bissa il podio della specialità dopo il bronzo conquistato da Elena Bertocchi.

“Non ci credo, non ci credo – continua a dire Tocci, emozionato fino alle lacrime al termine della gara e sovrastato dall’abbraccio del tecnico responsabile Oscar Bertone e dell’allenatrice Barsukova – All’ultimo giro non ho pensato molto al podio quanto al tuffo. Lo sentivo abbastanza sicuro, ma dovevo farlo bene per conquistare la medaglia. Ci sono riuscito e sono contento. La considero una medaglia d’oro vinta in un contesto perfetto, all’interno di una squadra unita, insieme ai compagni che mi aiutano ad affrontare le gare in maniera corretta.
Dopo i preliminari ero contento di aver centrato la finale ed essere tra i migliori 12 al mondo, ma nei due giorni che mi separavano dalla finale ho pensato tanto al risultato. Ho scritto a Tania Cagnotto per chiderle se anche a lei passavano tutte queste cose per la testa nell’attesa della finale. Mi aveva già dato dei consigli a Bolzano, mi ha aiutato molto anche in questi giorni. Pensavo di poter ottenere un buon risultato, ma il terzo posto va oltre le aspettative. La gara è stata molto bella; superato il terzo tuffo che più mi preoccupava ho acquisito sicurezza e ho saltato con fiducia. I due nove presi nel doppio e mezzo rovesciato sono stati una spinta per crederci e alla fine sono riuscito a completare la prestazione con un ottimo doppio e mezzo ritornato. Dedico questa medaglia a me stesso, a mia madre Liberata che fa la casalinga e a mio padre Gabriele che fa l’operaio, alla mia terra, a tutto coloro che hanno fatto il tifo per me”.

E’ una medaglia che lo commuove, come lo commuovono le parole di Vladimir Barbu nella camera di chiamata, l’abbraccio di Tania Cagnotto, i complimenti del presidente Paolo Barelli. “Una medaglia iniziata a quattro anni con l’aiuto di Bertone e Barsukova”. Anche l’allenatrice ucraina si commuove per gioia, lei che alla guida della sua nazionale ha vinto quasi tutto. “Mi manca la medaglia olimpica e sogno di vincerla con Giovanni. Sono a Cosenza da otto anni e siamo cresciuti insieme. Successivamente mi ha raggiunto mio marito e adesso alleniamo insieme. Abbiamo trenta atleti. Con Giovanni si lavora bene; è facile e difficile allo stesso modo. Facile perché è un bravo ragazzo e forte caratterialmente; difficile perché ha bisogno di sapere tutto quello che fa e se non capisce una cosa o non gli riesce un movimento si innervosisce. Ma con gli anni è migliorato. Mi trovo bene a Cosenza, siamo un bel gruppo. Il merito è del patron Giancarlo Manna che ha reso Cosenza un punto di riferimento per i tuffi. Qui ho imparato a mangiare la pasta e mi sono innamorata della pizza e della mozzarella”. Oscar Bertone, direttore tecnico della squadra Nazionale assoluta di tuffi, ne parla con orgoglio, soddisfazione e un pizzico di emozione. “Forse con lui ed Elena Bertocchi abbiamo due atleti che hanno la testa di Tania Cagnotto. Elena lo ha dimostrato sabato sempre da un metro, oggi Giovanni ha avuto il grande merito di restare concentrato dal primo all’ultimo secondo della gara. C’erano tutti avvresari di livello e lui non ha scacciato la pressione, alimentandosi dell’adrenalina che produceva. Era un bambino quando l’ho scopert a Cosenza e da allora è cresciuto, ha camminatio con le sue gambe ed è diventato l’atleta che è. Ed ha ancora ampi margini di miglioramento. Abbiamo deciso di fargli fare il team event insieme a Noemi Batki perchè lui sta bene ed è molto competitivo”.

Segue la serie di Giovanni Tocci. Già al terzo mondiale della carriera ed alla medaglia individuale, dopo il nono posto a Kazan 2015 e il dodicesimo a Barcellona 2013 nel sincro trampolino. Vice campione europeo da un metro a Londra 2016, recentemente quinto a Kiev dopo il sesto posto in sincro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.