Si è tenuta presso l’Hotel Guglielmo in Catanzaro la presentazione dell’ottavo premio sportivo “Nicola Ceravolo”. L’edizione 2017 che si svolgerà al Teatro Politeama di Catanzaro giovedì 22 giugno (ore 18,30) e vedrà premiato Luciano Spalletti, ex calciatore e prossimo allenatore dell’Inter, con la conduzione di Sabrina Gandolfi e il coordinamento di Italo Cucci.Alla presentazione hanno preso parte l’ideatore e organizzatore, il giornalista Maurizio Insardà e Mariella Ceravolo, figlia del “presidentissimo” Ceravolo che riuscì a portare il Catanzaro e la Calabria tutta in serie A nei primissimi anni ’70 dello scorso secolo, traguardo di portata anche sociale di grosse dimensioni. L’occasione è servita anche a presentare ed illustrare i contenuti del sito internet ove è racchiusa la storia di un premio che via via si è strutturato assumendo una caratura di respiro internazionale (www.premioceravolo.it).L’ideatore Maurizio Insardà, spiegando le motivazioni che hanno portato alla scelta di premiare Luciano Spalletti, fresco ex allenatore della Roma e già proiettato nell’orbita nerazzurra dell’Inter, ha sottolineato “il premio ‘Ceravolo’ prosegue il suo percorso nel segno della continuità. A mio avviso – ha ribadito Insardà – Spalletti è il personaggio del momento visto che va a guidare una delle squadre più importanti e ricche del mondo e nella sua carriera è riuscito anche a trasmettere i veri valori dello sport, che è uno dei capisaldi di questo premio”.Dal canto suo Mariella Ceravolo, ha posto l’accento sulla circostanza che: “nonostante siano passati ventinove anni dalla scomparsa di mio padre, se ne parla ancora, onorandolo anche quest’anno premiando un grande allenatore, è una gioia da condividere con tutti quegli sportivi che credono nei veri valori che solo il calcio regala”. Il premio, a distanza di otto anni dal suo debutto, ha ormai acquistato una valenza internazionale sulla scia dei precedenti personaggi premiati. Da Claudio Ranieri a Marcello Lippi passando per Fabio Capello, quindi Antonio Conte, Cesare Prandelli, Javier Zanetti e Carlo Ancelotti nella precedente edizione, testimoniano le scelte di conferire il premio a personaggi che hanno profuso sempre il massimo impegno per il calcio, riuscendo ad ottenere grossi risultati in piazze importanti e lanciando tanti giovani in un mondo difficile da interpretare.