Niente da fare. Era probabilmente una delle ultime occasioni per indirizzare la stagione verso quella continuità che di fatto è stata la pecca più importante del Cosenza in questo campionato. L’esaltazione dopo il 6-2 di Monopoli si è trasformato in delusione per la sconfitta interna contro una diretta concorrente. L’analisi di miste De Angelis:: «Siamo partiti bene, al primo affondo abbiamo preso gol e da lì è diventata una partita in salita, dovevamo recuperare contro una squadra attrezzata e preparata dietro la linea della palla, dopo il secondo gol si è complicato tutto. Il calcio è fatto di episodi, due a nostro sfavore ci hanno penalizzato, peccato perché li avremmo raggiunti al quinto posto se avessimo vinto. Il Siracusa ha meritato la vittoria, semplicemente per i primi 30’ abbiamo giocato solo noi ed al primo episodio, per merito loro, sono passati in vantaggio. Ci manca la maturità da grande squadra, in questa partita avremmo potuto fare uno scalino in più ed avremmo potuto agganciare il Siracusa. Quasi sempre, in situazioni simili, abbiamo recuperato facendo ottime partite, oggi è mancata questa reazione emotiva, dispiace per i tifosi che ci sono sempre dietro. Dobbiamo portare l’intensità delle partite in trasferta nelle partite casalinghe. Dopo il gol loro si sono abbassati molto, siamo passati 4-2-3-1 per cercare di aiutare Letizia e metterlo in condizione di inserirsi. Col senno di poi tutto è più facile, ma dopo il gol non siamo riusciti più a giocare la palla e per questo ho cercato di liberare Tony per farlo giocare tra le linee, non parto con lui trequartista perché i giocatori che ho il 4-3-3 è il modulo più congeniale, è vero che è molto sacrificato. Perché sono andato dall’arbitro? Al momento del rigore mancavano tre minuti alla fine, sono passati due minuti per battere il rigore e lui non li ha fatti recuperare, non ci ha permesso di provare a lanciare una palla lunga per cercare un’occasione. Della partita salvo la prima mezz’ora, tutto il resto è da cancellare».