di Vittorio Massa – Novanta giorni dopo la Viola ritrova un successo esterno (leggi qui) che mancava dalla prima giornata di ritorno contro Casale Monferrato e lo fa battendo un Angelico Biella nel suo miglior momento stagionale. Una vittoria definita dalla “perseveranza“ da Fabrizio Frates al termine del match e che, per come è maturata, non può non essere analizzata sotto alcuni aspetti positivi. “L’aspetto mentale” era sul banco degli imputati da mesi ma la Viola vista ieri, capace di rimontare prima un meno quattordici (27-13), e poi un meno dieci nell’ultima frazione, non può che essere cresciuta sotto questo aspetto. Un successo ottenuto con protagonisti diversi, un successo di collettivo che ha saputo dare meno punti di riferimento a Biella.

Dopo l’avvio da incubo la prima rimonta reggina transita soprattutto dalle mani di un Valerio Costa riscopertosi terminale offensivo e dispensando assist ai compagni, e di un immenso Tony Dobbins. L’americano giocherà tutti i quaranta minuti con venti punti a referto ma soprattutto due recuperi nel finale su uno scatenato Ferguson. I titoli di cosa sono targati Adegboye. Ogo, dopo un primo tempo impalpabile, si carica la squadra sulle spalle siglando ben 16 dei suoi 18 punti nel solo ultimo periodo.
Una vittoria importante per il morale ma ancora di più per la classifica. Difficile fare i conti adesso, un quadro più chiaro potrà esser fatto dopo i due posticipi tra Roma e Trapani e tra Rieti e Siena. In attesa della gara dei reatini la Viola si trova momentaneamente fuori dai play out e ha matematicamente scongiurato il penultimo posto (più sei su Omegna e scontri diretti a favore). Più lontana invece Roma che ha dalla sua anche il doppio scontro diretto a favore. Con tre partite ancora da giocare, di cui una sul campo della già retrocessa Barcellona, la Viola potrebbe anche evitare di giocarsi il tutto per tutto contro Rieti nell’ultima di campionato.