Con la Del Monte® Coppa Italia Serie A2 conquistata domenica pomeriggio al Mediolanum Forum di Assago nella splendida cornice del Del Monte® Volley Land, Filippo Vedovotto è entrato, di diritto, nella storia della pallavolo italiana. Lo schiacciatore veneto, cresciuto nel vivaio della mitica Sisley Treviso, ha messo in serie il suo storico personale record: vincere per tre volte consecutive la Coppa Italia di Serie A2.

Un successo, quello arrivato al tie-break contro la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, che proietta il martello giallorosso in cima ad una speciale classifica: quella dei giocatori più vincenti di Coppa Italia che hanno conquistato il trofeo per tre anni di seguito. Il fato ha voluto che Vedovotto andasse ad affiancare altri tre nomi che hanno a che fare con lo storico universo appartenente al mondo Sisley Treviso.
Andando a ripercorrere un po’ la storia della Coppa Italia si scopre che ci sono, oltre all’atleta della Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, tre grandi personalità della pallavolo italiana che hanno messo in fila questo record. Il riferimento va alla Coppa Italia di Serie A1, perché in quella di A2 Vedovotto è il primo a raggiungere tale risultato di prestigio. In Serie A1 troviamo tre personaggi del calibro di Luca Cantagalli, Francesco Dall’Olio e Valerio Vermiglio. L’attuale coach di Reggio Emilia ha trionfato nel 1993 con Treviso, mentre nel 1994 e nel 1995 ha fatto doppietta con Modena. “Pupo” Dall’Olio, che ha allenato la Sisley Treviso nella stagione 2008-2009 subentrando a Dal Zotto (da coach dei trevigiani ha allenato anche Vedovotto, all’epoca nelle giovanili del club veneto) ha conquistato le tre Coppe Italia consecutive nel 1984 con la Bartolini Bologna, mentre nel 1985 e nel 1986 ha trionfato con la maglia della Panini Modena. Infine, ecco la tripletta ottenuta da Valerio Vermiglio che ha vinto la Coppa Italia nel 2007 con Treviso e nel biennio successivo, 2008 e 2009, con Macerata.

Nella foto, un attacco di Filippo Vedovotto durante la finale di Coppa
Italia contro Sora (foto Scalamandrè)