di Valter Leone – Nato a San Giuseppe Vesuviano ma ormai cosentino di adozione. Aniello Parisi, 42 anni da compiere il prossimo 1 settembre, indossa per la prima volta la maglia del Cosenza a novembre del 1997. Ex serie C1, con Sonzogni allenatore e il ritorno in serie B a fine stagione. Quello con i colori rossoblu un legame forte, anche se a più riprese: l’intermezzo di Crotone, il ritorno fino al fallimento del club nel 2003. Le strade che si incrociano nuovamente nei dilettanti, in serie D nel 2007, due campionati vinti con il ritorno nella C1. Ancora strade separate, la parentesi di Lamezia e ancora Cosenza, sempre in serie D, per altre due stagioni dal 2011. Da pochi mesi ha cominciato la carriera di allenatore, a Rende con le giovanili. “Diciamo che sto studiando, sto imparando. In questi pochi mesi ho imparato bene che una cosa è fare il calciatore, un’altra l’allenatore. Anche se avere giocato tanto ha fatto sì che maturassi una esperienza tale da riconoscere chi hai davanti, come gestire un gruppo. Per il resto ho grande voglia di imparare, di fare la gavetta così come la feci per diventare un calciatore”.

Domenica al D’Ippolito va in scena un altro derby di Lega Pro: Vigor Lamezia-Cosenza, ambienti che Nello, così lo chiamano gli amici, conosce bene. Così come conosce bene alcuni dei protagonisti, a cominciare da Alessandro Erra allenatore emergente della squadra biancoverde. “Con Sandro giocammo assieme a Crotone, nella stagione 1999-2000. La stagione dei record, chiusa naturalmente con la promozione in serie B. Era il Crotone di Cuccureddu e Sandro inizialmente lo avevano messo fuori rosa, perché era uno di quelli rimasto dalla stagione precedente. Poi venne reintegrato fino a diventare fisso nel gruppo. Successivamente l’ho affrontato sempre da calciatore ma lui già allenatore, sia quando era alla Nocerina, alla Gelbison: uno molto bravo, le sue squadre hanno sempre proposto un buon calcio”. A Lamezia gioca nella stagione 2010-2011. “C’era Costantino allenatore, alla sua prima esperienza da professionista. Fabrizio (Maglia, ndc) era il direttore sportivo: fu una bella annata, ci salvammo per come era stato programmato e nel girone di ritorno giocarono tantissimi giovani. Quella era una stagione di transizione per la Vigor, reduce da un brutto campionato (venne ripescata nell’ex C2) e la tifoseria si era un po’ allontanata. Mi avevano parlato di una piazza calda ma quell’anno ci fu poco entusiasmo. Però misero le basi per un progetto che ancora oggi risulta essere tra i migliori della Lega Pro: una società compatta, unita. Quello che deve fare, lo fa sempre bene. Capaci di lanciare sempre qualche giovane. Insomma, non si inventano niente e questo significa che fanno calcio nel modo giusto”.
Il capitolo Cosenza è decisamente lungo, molto più lungo. Però dell’attuale dirigenza conosce bene Guarascio, visto che Parisi per due stagioni è stato il capitano del Cosenza guidato dall’attuale presidente. “Lui è una brava persona, questo l’ho sempre detto e ne sono sempre stato convinto. Essendo nuovo nel mondo del calcio è stato gestito e consigliato male. In quei due campionati Stefano Fiore costruì delle grandi squadre e al di là del successo nei play off, ritengo si sia fatto qualcosa di eccezionale. A Guarascio serviva tempo, è diventato più esperto e questo suo modo di fare tutto con trasparenza lo aiuta molto. Adesso è più coinvolto, anche nelle cose di Lega e poi di Cosenza e del Cosenza ha imparato a conoscere un po’ tutto e tutti. Io credo che lui abbia le potenzialità anche per fare il presidente in serie B, peccato che ci sia poco afflusso allo stadio. Per quello che la squadra sta facendo, meriterebbe la media di almeno 5000 persone a partita. E poi Meluso e Roselli hanno lavorato bene: con 2-3 innesti di qualità, credo che l’anno prossimo si possa puntare a qualcosa di molto più in alto dell’attuale salvezza”.
Domenica il derby: il pensiero di Parisi. “Intanto queste sono partite che si giocano poco, nel senso che sarà molto combattuto. La Vigor sicuramente avrà il dente avvelenato per la pesante sconfitta subita nella gara d’andata ma dall’altra parte troveranno un Cosenza in grande salute. Si affrontano due squadre messe bene in classifica, tranquille: ecco perché penso se la giocheranno a viso aperto. Tanto chi perde non rischia niente”.