La maglietta biancazzurra,un furgone e la festa da tifoso per le strade argentine nel 1978,che poi divengono momenti esaltanti da calciatore,otto anni dopo, quando alza la Coppa del Mondo e vive il Mundial dividendo la stanza con Diego Armando Maradona. Pedro Pablo Pasculli, un eroe silente,calciatore,allenatore ed uomo di sport,lontano anni luce dai giovani dirigenti calcistici che vivono sull’apparenza ed effimera comunicazione web,senza la terra e il sudore del calcio giocato .Di Pasculli si ricorda nel passato la militanza nel calcio italiano nel Lecce,quando insieme a Barbas formava una temibile coppia d’attacco,e nel recente presente alla guida dell’Interpiana in serie D a Reggio Calabria ,squadra commissariata dal tribunale,con un nugolo di giovanissimi che all’ultima giornata,imponendo un pareggio ,ha fermato il Messina impedendogli di giocare la prima partita dei play off in casa. Attualmente Pasculli è allenatore e vive a Lecce,dove con la Beretti ha conquistato la finalissima nazionale e valuta le diverse offerte che giungono da società di serie A estere. Con Pedro Pablo ed i suoi toni pacati è bello parlare di calcio e di storie ed il pensiero corre verso il Maracanà di Rio De Janeiro .La finale dei mondiali brasiliani è un confronto tra la solidità e l’organizzazione di gioco della Germania e l’Argentina che vive sulle intuizioni di Messi.”Non è proprio così-corregge il tiro il campione argentino – la Germania è sicuramente favorita,ha una grande struttura tattica,molto omogenea,equilibrata in tutti i reparti ha il migliore portiere del mondo ,ma l’Argentina non è solo Messi,speriamo che Di Maria recuperi,ma c’è anche Mascherano che è stato uno dei migliori giocatori del mondiale,ma anche calcia ri che lavorano a supporto della squadra. Messi è sicuramente l’arma in più ,il risolutore,ma gioca a servizio del gruppo ed il gruppo gioca al suo servizio. Ripeto la Germania è favorita ,ma l’Argentina giocherà con grande determinazione,senza mollare un centimetro di campo ,sospinta psicologicamente dal tifo e dallo spirito del nostro popolo” Argentina 1986,Argentina 2014…”Le due squadre sono differenti,nella mia Argentina giocavano calciatori come Maradona, che nonostante avesse vinto con il Barcellona e il Boca Junior a 28 anni aveva bisogno di una vittoria importante per certificare la sua grandezza. Ma in squadra c’erano calciatori come Valdano e Borghi ,era un gruppo solido guidato benissimo da Carlos Bilardo.Anche in questa formazione che giocherà la finale c’è tanta intensità e Messi che è un po’ come Maradona, è l’uomo che può cambiare il volto del match con una giocata singola.”
Il calcio attuale ha lasciato alle spalle l’attaccamento alla maglia,vivendo il Mondiale del 1986 con Maradona,l’uomo e il calciatore erano diversi….”Diego Armando è stato un grande calciatore,era un mio idolo e dividere la stanza dei mondiali con lui era per me un onore. Mi ha insegnato tante cose,nel suo grande altruismo ,che però gli ha creato problemi in ambienti come Napoli dove era diventato un icona ed è diventato come un protagonista del film “La caduta degli Dei” .Maradona,di lui ricordo l’umiltà all’interno del gruppo,ma anche la sua guasconeria,ma sempre nel massimo rispetto dell’avversario era proprio un Pibe de Oro.”Pedro Pablo Pasculli,un viaggio tra Argentina ,Salento e Calabria “Siamo popoli sanguigni e Argentina sono uniti dall’emigrazione.L’Argentina è la mia Patria,le mie soddisfazioni calcistiche più grandi coronate con la vittoria del Mondiale del 1986,il Salento è Lecce,la mia carriera calcistica in Italia,ma anche mia moglie,la mia famiglia ,il luogo in cui vivo.Reggio Calabria è la bellissima esperienza sociale e tecnica con una squadra commissariata l’Interpiana in serie D,in un campionato con squadre come Licata,Cosenza,Acireale e Messina,vissuta insieme a persone a cui sono molto legato da grande stima e amicizia quali il direttore generale Paolo Campolo,Mimmo Marturano ,Carmelo Campolo e Leo Fisani.” Dalla stanza,tra le parole di Pedro Pablo Pasculli,il sottofondo del bandeon è il ritmo di tango . Uno stile di vita,fantasia,passione argentina,contro la teutonica disciplina e organizzazione . Da Rio De Janeiro,risaliranno al cielo alzando la coppa ,le storie della Pampas ?