“La realizzazione del Centro di formazione federale Figc-Lnd, opera dell’impegno di Nino Cosentino, di Saverio Mirarchi e del Comitato regionale Calabria, è importante perché è la Calabria la prima regione del Sud ad avere un centro di formazione tecnico federale e perché questo è un momento di aggregazione, di crescita, non soltanto come opportunità di confronto tecnico, ma anche come aggregazione sociale”. Così Giancarlo Abete, a margine della conferenza inaugurale del Cff calabrese a Catanzaro. “Il calcio – ha continuato Abete – ha questa grande forza. Rappresenta sempre i valori di un territorio. Favorire le infrastrutture, dunque, significa creare le condizioni perché si possa continuare a fare sport cercando di far prevalere i valori positivi rispetto anche alle negatività che accompagnano la nostra società”. Sulle sue spalle, il n.1 della Federcalcio, sente il peso sia dei momenti positivi, relativi al calcio, che quelli negativi. Lo slogan “Lo stadio senza frontiere!” è apprezzabile, ma, chiediamo, i tempi saranno maturi? “C’è da fare – ha chiarito il presidente – una azione di crescita della cultura sportiva, di accettazione dell’insuccesso. Bisogna fare una forte attività di formazione e di prevenzione al riguardo, far capire che la grandezza di una realtà sportiva è fatta anche dei valori che riesce a trasmettere una squadra e non soltanto dal fatto che c’è un secondo o terzo posto. Bisogna certamente avere una normativa adeguata dal punto di vista statuale, perché molti utilizzano lo stadio per dare luogo a delle realtà inaccettabili di comportamento e queste persone vanno allontanate dagli stadi”. E sulla Calabria? Quest’anno la Reggina è retrocessa, Crotone e Catanzaro non centrano l’obiettivo promozione, nel mondo del calcio la Calabria può ancora dire la sua? “Certamente – risponde seccamente Abete -. Il Sud ha un propellente fondamentale che è dato dalla passione dei suoi tifosi. Chiaramente in un momento di difficoltà e di crisi economica, come avviene in tutte le aree del Paese che hanno equilibri economici più difficili, quindi l’intero Sud, la Calabria, la Sicilia, la Campania, comptere diventa sempre più difficile, perché le risorse sono limitate. Il sistema inprenditoriale, non può sempre dare quello che dava un tempo. La forza di un’appartenenza, però, è data proprio dall’orgoglio e dalla maglia di riferimento e su questo il Sud può scrivere ancora delle pagine importanti. Vale per Catanzaro e per le altre città della Calabria”.

(Clara Varano)